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Il docufilm su Giulio Regeni al Palladium: una serata di memoria e testimonianza

Una serata di riflessione al Palladium con il docufilm di Simone Manetti sulla vicenda del ricercatore ucciso al Cairo.

Il docufilm su Giulio Regeni al Palladium: una serata di memoria e testimonianza

Ieri, mercoledì 25 febbraio 2026  il Palladium, sala della comunità del rione di Castello a Lecco, ha ospitato in prima visione il docufilm diretto da Simone Manetti dedicato a Giulio Regeni, il ricercatore triestino ucciso nel 2016 al Cairo mentre si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti degli ambulanti.

Il docufilm su Giulio Regeni al Palladium: una serata di memoria e testimonianza

Il lavoro di ricerca era condotto in collaborazione con l’Università di Cambridge, istituzione presso la quale Regeni era attivo come studioso. Il documentario ricostruisce con precisione e rigore la vicenda, mettendo in luce il lungo e complesso percorso intrapreso dalla famiglia Regeni e dall’avvocata Alessandra Ballerini per ottenere verità e giustizia.

Regeni venne arrestato alla fine di febbraio di dieci anni fa. Pochi giorni dopo, il suo corpo fu ritrovato ai margini di una strada periferica del Cairo. Fin da subito emersero evidenti segni di torture e sevizie che portarono alla morte del giovane ricercatore. Le prime dichiarazioni delle autorità egiziane, improntate a una presunta collaborazione con quelle italiane, si trasformarono successivamente in una serie di depistaggi e ricostruzioni ritenute infondate, nel tentativo di allontanare il coinvolgimento dei servizi di intelligence.

Dopo anni di indagini, la vicenda è approdata al processo presso la Procura di Roma, che ha individuato quattro responsabili appartenenti alla National Security egiziana. Gli imputati, tuttavia, risultano tuttora irreperibili, anche a causa della mancata collaborazione delle autorità egiziane guidate dal presidente Abdel Fattah el-Sisi.

La serata è stata preceduta da un’introduzione di Anna Pozzi, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, scrittrice e giornalista di “Mondo e Missione”, nonché attenta conoscitrice della realtà egiziana fin dal 2011, anno dei moti di Piazza Tahrir, dei quali è stata testimone diretta.

La proiezione ha rappresentato un momento significativo di riflessione collettiva, offrendo al pubblico l’occasione di ripercorrere una vicenda che continua a interrogare la coscienza civile e a richiamare l’attenzione sull’importanza della libertà di ricerca, dei diritti umani e della giustizia internazionale.