«La chiusura del ponte di Brivio provocherà fortissimi disagi non solo per le imprese, ma anche per molti nostri collaboratori e fornitori, Proprio in questi giorni, con il nostro responsabile dei trasporti abbiamo fatto il punto della situazione per capire nel dettaglio le ricadute negative per la nostra azienda: il quadro che ne è emerso è davvero preoccupante». E’ l’esordio visibilmente preoccupato di Mario Beretta, rappresentante dell’omonima famiglia proprietaria del Salumificio Beretta di Trezzo sull’Adda. Il colosso alimentare brianzolo ha diversi plant oltre all’headquarter tra le due province di Lecco e Bergamo: la sede di Trezzo sull’Adda (vi lavorano oltre 450 persone) e gli stabilimenti produttivi di Medolago (250 dipendenti), Garbagnate Monastero (350) e Barzanò (20).

Quali saranno le ricadute negative per il suo gruppo industriale?
«Ogni giorno abbiamo Tir e navette che da Garbagnate Monastero raggiungono Medolago e viceversa: abbiamo calcolato che ogni mese dovremo percorrere 5.000 chilometri in più stando in strada almeno altre 80 ore. Già da gennaio ai nostri mezzi che superano 7,5 tonnellate di peso il ponte di Brivio è interdetto e siamo costretti a scendere a sud per utilizzare l’Autostrada oppure salire a nord usando il ponte di Olginate. O salire ulteriormente passando dal Bione di Lecco. Tutto ciò senza contare le difficoltà che, da maggio, molti nostri dipendenti dovranno affrontare: chi dalla Brianza deve raggiungere la Bergamasca o viceversa dovrà allungare il suo viaggio giornaliero di almeno un’ora. E una cosa identica succederà a tutti i nostri fornitori. Io stesso sono un pendolare che ogni giorno all’alba parte da Barzanò per raggiungere lo stabilimento di Medolago per tornare a casa in serata. Faccio questa strada da 48 anni e so bene di cosa stiamo parlando».
Ci spiega come è cambiata la viabilità in questi cinquant’anni?
«Sono un pendolare un po’ atipico perché esco di casa all’alba, sempre alle 6, quando c’è ancora poco traffico: nei primi anni impiegavo 15/20 minuti, adesso ce ne metto 40. Alla sera cerco di tornare dopo le 19 perché se esco tra le 17 e le 19, nelle ore di punta, impiego un’ora. A Lecco, grazie alle Olimpiadi Invernali, hanno fatto un ponte nuovo per agevolare l’ingresso in città, ma in Brianza i collegamenti non sono migliorati: nessuno pensa alle imprese e ai suoi lavoratori?».
La vita per chi deve attraversare l’Adda, ma non solo, effettivamente è peggiorata anno dopo anno…
«Dal 1980 sento parlare del progetto del nuovo ponte a Paderno, ma tutto è rimasto solo sulla carta. Il tema è tornato prepotentemente d’attualità in queste ultime settimane, non so dire dove sia meglio farlo; forse sarebbe preferibile realizzarlo più a sud rispetto l’attuale, ma di certo costerà molto, molto di più… In ogni caso spero lo facciamo prima possibile perché la viabilità è sempre più caotica».
La chiusura del ponte di Brivio, però, non è più rinviabile.
«I lavori di ristrutturazione sono indispensabili, lo comprendo bene; però si potrebbero programmare meglio. Quindici mesi sono tanti…. troppi».
Come?
«Basterebbe chiedere all’impresa di lavorare, 7 giorni su 7 e magari anche di notte. Certo, i costi aumenterebbero, ma almeno si attenuerebbero i disagi per le imprese i lavoratori e i cittadini. Si può fare, basta navigare su internet e vedere come oggi per esempio in Cina viadotti e ponti si costruiscono in tempi da record».