l'analisi

Tra sfide e bisogni: la Liuc fotografa le Pmi

La ricerca «Territorial Industrial Evolution Radar» è stata presentata lo scorso martedì all’Hangar Manzoni di Lecco dai professori Federico Visconti e Andrea Venegoni

Tra sfide e bisogni: la Liuc fotografa le Pmi

Qual è lo stato di salute delle Pmi del territorio? Quali sono i settori chiave? Com’è la struttura sul territorio di questi settori? Il Lecchese e la Brianza sono pronti ad affrontare le sfide del futuro? Quali sono le leve competitive? A queste e ad altre domande ha cercato di rispondere l’interessante ricerca «Territorial Industrial Evolution Radar. Scenari e sfide per il sistema economico e produttivo dei territori» svolta dai professori Federico Visconti e Andrea Venegoni della Business School della Liuc e presentata martedì scorso all’Hangar Manzoni. A promuovere l’iniziativa sono stati Smart Capital, Bonacina, Campa Avvocati, Midolini Group e Studio Negri e Associati.

Il legame fra impresa e territorio

«Smart Capital è nata per accompagnare imprenditori e investitori e visionari interessati non solo a conservare il proprio patrimonio realizzando investimenti sostenibili, ma motivati dalla necessità di reinvestire nei territori e nelle Pmi italiane per creare un futuro economicamente prospero per le nuove generazioni e le comunità a cui appartengono», ha introdotto il ceo Andrea Costantini.
«Oggi nel vortice dell’incertezza determinata da cambiamenti sociali e innovazioni tecnologiche, da tensioni geopolitiche e catastrofi ambientali ha ancora senso parlare di legami tra territori e imprese? Esistono ancora radicamenti locali delle imprese? In che termini? Con quali forme? – si è chiesto il professor Federico Visconti – Ebbene sì! Lo ha, e il progetto ben lo dimostra».

Gli obiettivi dello studio

Gli obiettivi della ricerca della Liuc sono stati quelli di scattare una fotografia delle imprese del territorio, identificare le sfide, individuare i fabbisogni di governance, di management, di investimento e di sviluppo, proponendo infine piani d’azione concreti. Il dato di partenza è che per molte Pmi i nuovi scenari impongono innovazione, complessità, flessibilità e apertura. Sul tavolo degli imprenditori oggi c’è una perpetua alternanza tra visione e azione, un congenito strabismo tra il breve e il medio periodo, anche perché del lungo non parla più nessuno. Il rapporto offre una serie di spunti: necessità di ridefinire il modello di crescita, da impresa specialista a impresa piattaforma; di sperimentare strumenti finanziari sofisticati e integrati nel disegno strategico; di gestire la digitalizzazione ben oltre i suoi contenuti tecnologici. Per non parlare dei frequenti richiami ai fabbisogni di posizionamento strategico e managerializzazione delle strutture interne. Stimoli di lavoro che coinvolgono l’appartenenza al territorio, che diventa utile strumento per il cambiamento. La ricerca Liuc evidenzia come gli imprenditori troppo spesso devono fare i conti con l’inadeguatezza delle infrastrutture, lo strapotere della burocrazia, la rigidità del lavoro e del credito, l’evanescenza della policy.

Le valutazioni finali

Visconti e Venegoni, nelle loro valutazioni finali della competitività del sistema produttivo della Brianza e del Lecchese, identificano la solidità delle filiere, l’eccellenza tecnologica e manifatturiera, la vitalità dell’economia locale. Quindi indicano la direzione per il futuro: integrazione tra innovazione, sostenibilità e coesione territoriale. Compiti e responsabilità che non possono essere attribuiti alla singola impresa ma che riguardano la pluralità di attori che sul territorio operano. Sollecitazioni che vengono rivolte a Stato, rappresentanza, scuola, ordini professionali, intermediari finanziari, investitori per finire ai cittadini, molti dei quali faticano a riconoscere il valore sociale dell’impresa.

Massimo Campa di Smart Capital

«Questa ricerca che abbiamo affidato alla Liuc descrive bene come è fatta l’industria del territorio lecchese e brianzolo, che rappresenta una parte importante della locomotiva lombarda – ci ha spiegato l’avvocato Massimo Campa – Smart Capital, quotata in Borsa, ha già raccolto 150 milioni per investire nelle Pmi, che oggi vogliono affrontare un tema dimensionale o di passaggio generazionale. Campa Avvocati e Studio Negri, insieme a Smart Capital, formano un team in grado di mettere a disposizione capitali ma anche competenze per favorire un percorso di crescita virtuosa».

I partner della ricerca

Ecco i partner della ricerca affidata alla Liuc. Smart Capital è una evergreen investment holding specializzata in operazioni di minoranza di private equity e di private investments in public equity. Fondata da Andrea Costantini e Andrea Faraggiana ha già raccolto ben 150 milioni.
Con loro anche Bonacina, brand di design indipendente fondato nel 1889 che negli anni ha definito uno stile unico e senza tempo specializzato nella lavorazione eccellente di giunco e midollino. L’azienda di Lurago d’Erba è guidata da Elia Bonacina, rappresentante della quarta generazione.
Campa Avvocati, studio legale multidisciplinare che conta 30 collaboratori, è sensibile alle esigenze delle imprese e le supporta nei loro processi di riorganizzazione, crescita, efficienza e vita quotidiana. Lo studio è guidato da Massimo Campa che si occupa di operazioni di M&A, consulenza strategica aziendale, operazioni di restructuring e del diritto europeo, antidumping e sanzioni.
Midolini Group, holding industriale con oltre 70 anni di esperienza con la missione di offrire soluzioni logistiche, portuali e di sollevamento con competenza e impegno. Il gruppo di Udine oggi è guidato da Giacomo Pittini.
E infine Studio Negri e Associati di Lecco e Milano guidato da Matteo Negri che vanta significative esperienze nell’ambito della consulenza e pianificazione fiscale e societaria, corporate governance, crisi d’impresa, operazione straordinarie e special situations con particolare riferimento al settore delle energie rinnovabili.