I cani randagi recuperati sul territorio comunale resteranno, almeno per ora, al canile di Erba. Ma l’orizzonte è limitato: la nuova convenzione approvata lunedì sera dal Consiglio comunale avrà durata annuale e scadrà alla fine del 2026.
Canile: si va a Erba per un anno, poi non si sa
L’intesa disciplina il servizio di ricovero, mantenimento, cure veterinarie, benessere animale, percorsi educativi e riabilitazione comportamentale per gli animali provenienti da Lecco. Tuttavia si tratta di una soluzione ponte. Il Comune di Erba ha infatti annunciato una revisione complessiva delle modalità di gestione della propria struttura e, di conseguenza, dal 2027 non sarà possibile rinnovare l’accordo alle stesse condizioni.
La questione non è nuova. Tra la scadenza della precedente convenzione e la firma di quella attuale sono trascorsi diversi mesi, durante i quali il canile erbese aveva segnalato problemi di capienza. Una situazione che ha spinto gli uffici di Palazzo Bovara a cercare alternative nel raggio dei 30 chilometri, come prevede la normativa. Il tentativo, però, non ha portato a soluzioni praticabili.
Si è quindi tornati alla collaborazione con Erba, pur in un quadro economico leggermente modificato. Le tariffe sono state ritoccate: il costo giornaliero è ora di 4 euro fino a sei cani ospitati, e di 3,50 euro oltre questa soglia. L’impatto complessivo sul bilancio comunale si attesta attorno ai 12mila euro annui.
Resta però il nodo strutturale. «Quello del canile è un problema che condividiamo con molti altri Comuni», spiega l’assessora Renata Zuffi. Proprio per questo l’amministrazione ha avviato un confronto con ATS per individuare un’area idonea a livello provinciale dove poter realizzare una nuova struttura. L’obiettivo è costruire una soluzione più stabile, capace di rispondere in modo adeguato alle esigenze di accoglienza e gestione degli animali.
Per ora, dunque, si procede con una proroga a tempo determinato. Ma il conto alla rovescia è già iniziato e nei prossimi mesi sarà necessario trovare un’alternativa che garantisca continuità al servizio senza affidarsi, ancora una volta, a soluzioni temporanee.