due veri numeri uno

Antonio Rossi e Juri Chechi: amicizia olimpica e ironia sulla neve a Livigno IL VIDEO

Dalla vittoria a Pechino Express alle battute sulla neve di Livigno, Chechi e Rossi parlano di Olimpiadi, amicizia e orgoglio lombardo in un’intervista tutta da ridere.

Antonio Rossi e Juri Chechi:  amicizia olimpica e ironia sulla neve a Livigno IL VIDEO

Un faccia a faccia a tutto tondo, con domande e risposte nello stile inconfondibile dei campioni olimpici Juri Chechi e l’eroe di Lecco Antonio Rossi, ha animato i microfoni di Lombardia Notizie TV, il nuovo canale della Regione Lombardia disponibile in streaming su YouTube e Twitch.

I due campionissimi azzurri, già protagonisti della vittoria a Pechino Express, si sono incontrati a bordo della nuova ovovia di Livigno per un’intervista dedicata alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, senza risparmiare frecciatine e battute tra amici.

Antonio Rossi e Juri Chechi: amicizia olimpica e ironia sulla neve a Livigno IL VIDEO

Alla domanda su quale disciplina sceglierebbero se dovessero partecipare alle Olimpiadi invernali, Chechi, il ‘Signore degli anelli’, ha risposto scherzando: “Punterei sullo slalom speciale e sarei ribattezzato il ‘Tomba della Toscana’”.

Più audace la scelta di Rossi : “Mi lancerei sulla pista Stelvio di Bormio per una bella discesa libera”.

Tornando seri, i due atleti hanno sottolineato l’importanza delle Olimpiadi per il Paese e per la Lombardia. “Le Olimpiadi lasceranno tantissimo al nostro Paese e in particolare alla Lombardia, sia in termini di infrastrutture, sia per quanto riguarda un’eredità di valori tipici dello spirito olimpico, oltre che una promozione eccezionale dei nostri territori”, ha spiegato Rossi.

“Oltre a quanto evidenziato da Antonio – ha concluso Chechi – spero che questo evento faccia comprendere a tutti la competenza, la serietà e la professionalità del saper fare italiano”.

Tra sorrisi, scherzi e complicità, Chechi e Rossi hanno mostrato ancora una volta come la loro amicizia vada oltre lo sport e le competizioni, confermando che la sintonia costruita sui campi di gara può brillare anche fuori dalle Olimpiadi e dalle telecamere.