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Senza dimora a Lecco: le storie invisibili dei 30 uomini che lottano ogni giorno

Dietro i numeri ci sono volti e vite segnate dalla povertà e dall’emarginazione: ecco come la Casa della Carità e le Unità di strada cercano di offrire aiuto concreto e percorsi di reinserimento.

Senza dimora a Lecco: le storie invisibili dei 30  uomini che lottano ogni giorno

Sono le persone invisibili di Lecco. Le loro storie restano perlopiù sconosciute. Nella città lariana, sono una trentina – forse ventotto, forse trenta – tutti maschi. Non si muovono quasi mai dal posto che hanno scelto per vivere e si recano solo alla mensa della Casa della Carità in via San Nicolò, dove possono usufruire dei servizi di doccia, deposito bagagli e guardaroba.

Senza dimora a Lecco: le storie invisibili dei 30 uomini che lottano ogni giorno

Durante i mesi invernali, la situazione diventa più critica: per loro entra in azione il “Piano freddo”, organizzato dalla Caritas in collaborazione con il Comune di Lecco e le Unità di strada, che comprendono operatori delle cooperative L’Arcobaleno e Il Gabbiano, volontari dei City Angels e del Cisom-Ordine di Malta.

All’interno del Piano freddo, la Casa della Carità mette a disposizione nove posti letto – sei riservati agli uomini – con un’accoglienza mirata alle persone con maggiore fragilità sanitaria. Tra i volontari delle Unità di strada, operano medici che segnalano i casi più gravi, cercando di fornire assistenza e accoglienza. Non sempre, però, le persone sono consapevoli delle proprie condizioni di salute, e spesso serve un lavoro di sostegno psicologico per stimolare il desiderio di cambiamento.

Come spiega Martina Locatelli, responsabile del rifugio notturno della Casa della Carità:

“Cerchiamo di dare risposta alle situazioni più difficili, perché non abbiamo gli spazi e le risorse per accogliere tutti. Per il piano freddo, diamo priorità a chi ha problemi di salute, sempre nel rispetto e con la massima attenzione alle esigenze di ognuno. Per noi resta importante valorizzare l’unicità di ogni persona”.

Le situazioni dei senza dimora sono diverse, unite però da un filo comune: la povertà, non solo economica, ma soprattutto relazionale, da cui spesso derivano problemi più gravi. In questi contesti intervengono volontari e operatori del rifugio notturno, che, in collaborazione con gli altri servizi della Casa della Carità, cercano di offrire risposte che vadano oltre l’emergenza, avviando percorsi di reinserimento sociale.

In questo periodo, tutti i ventotto posti – ventiquattro riservati agli uomini – del rifugio notturno sono occupati. Chi si rivolge al Centro d’ascolto della Casa della Carità viene inserito in lista d’attesa, nella speranza che, passo dopo passo, possano trovare un futuro più sicuro e dignitoso.