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Qualità dell’aria a Lecco: PM10 e NO2 sotto controllo, sfida sui nuovi limiti UE

Secondo il dossier, Lecco è tra le poche province lombarde già sulla traiettoria corretta per rispettare i futuri limiti europei sul PM10, fissati dalla direttiva UE 2016/2284 a 20 µg/m³ di media annuale entro il 2030. La media annuale di PM10 a Lecco nel 2025 si attesta sotto 20 µg/m³, quindi entro i nuovi standard, evitando la necessità di riduzioni drastiche.

Qualità dell’aria a Lecco: PM10 e NO2 sotto controllo, sfida sui nuovi limiti UE

Lecco si conferma tra le province lombarde più virtuose per la qualità dell’aria, ma il percorso verso il pieno rispetto delle nuove direttive europee è ancora lungo. Questo emerge dai dati regionali di Mal’Aria 2026, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico, che fotografa la situazione della Pianura Padana e dei capoluoghi lombardi.

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Qualità dell’aria a Lecco: PM10 e NO2 sotto controllo, sfida sui nuovi limiti UE

Secondo il dossier, Lecco è tra le poche province lombarde già sulla traiettoria corretta per rispettare i futuri limiti europei sul PM10, fissati dalla direttiva UE 2016/2284 a 20 µg/m³ di media annuale entro il 2030. La media annuale di PM10 a Lecco nel 2025 si attesta sotto 20 µg/m³, quindi entro i nuovi standard, evitando la necessità di riduzioni drastiche.

Anche per l’NO2, Lecco mostra valori positivi rispetto ad altre province: con una media annuale di 24 µg/m³ nel 2025, la città necessita di una riduzione contenuta del 15% per rispettare gli obiettivi UE al 2030, ben al di sotto dei tagli necessari a Milano (-38%) o Como (-33%).

PM2.5: attenzione necessaria

Sul fronte del PM2.5, particolato fine altamente nocivo per la salute, Lecco registra una media annuale di 13 µg/m³, inferiore al limite europeo di 10 µg/m³ previsto per il 2030. Pur essendo tra le province con i valori più bassi, la riduzione prevista del 24% evidenzia che serve comunque un impegno costante per evitare aumenti futuri dovuti a traffico, riscaldamento e attività industriali.

Il ruolo delle emissioni agricole e del traffico

Il report sottolinea come, a livello regionale, le emissioni di ammoniaca (NH3) e metano stiano diventando un fattore critico. In Lombardia, circa il 96% dell’ammoniaca proviene dal settore agricolo, in particolare dagli allevamenti intensivi. Questi gas contribuiscono alla formazione di particolato sottile e smog estivo. Per Lecco, ridurre l’impatto di queste fonti sarà fondamentale per mantenere i livelli di qualità dell’aria favorevoli.

Dal lato traffico, la riduzione delle emissioni di NOx nell’ultimo decennio (-28%) e di PM2.5 (-21%) grazie alle normative europee sui veicoli ha contribuito a mantenere i dati lecchesi più bassi rispetto ad altre province lombarde.

Lecco emerge quindi come un esempio positivo in Lombardia, con concentrazioni di inquinanti più basse della media regionale e una traiettoria coerente con gli obiettivi europei. Tuttavia, come sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, “non bisogna abbassare la guardia: serve continuare a investire in tecnologie pulite, trasporti sostenibili e politiche di riduzione delle emissioni agricole per garantire la salute dei cittadini e il rispetto delle direttive UE”.

Lecco mostra che è possibile combinare sviluppo e sostenibilità ambientale, ma il successo dipenderà dalla capacità delle istituzioni e dei cittadini di mantenere la rotta verso aria più pulita.

 La nuova procedura di infrazione

La notizia della recente, ennesima procedura infrazione avviata contro l’Italia – unico Paese europeo colpito dal provvedimento – per inadempimento della  direttiva (UE) 2016/2284 relativa alla riduzione delle emissioni nazionali degli inquinanti disciplinati dal protocollo di Göteborg sull’inquinamento transfrontaliero, è un’altra tegola per un governo che dovrebbe essere in prima fila nella lotta all’inquinamento atmosferico, ma che evidentemente continua a considerarla non prioritariaLa nuova contestazione da Bruxelles riguarda il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC, che disciplina le emissioni di inquinanti classificati come ‘transfrontalieri’: la sola Lombardia libera nell’atmosfera terrestre ben 420.000 tonnellate di queste sostanze, oltre un quinto del totale nazionale (poco meno di 2 milioni di tonnellate secondo i dati ISPRA) a cui occorrerebbe aggiungere, sempre per la Lombardia, 325.000 tonnellate di metano. Gli inquinanti normati dalla direttiva, per i quali vengono stabilite delle soglie obiettivo (National Emission Ceilngs) in attuazione del Protocollo di Gothenburg, sono: il particolato sottile (PM2.5), gli ossidi d’azoto (NOx), principalmente generati dal traffico, il diossido di zolfo (SO2) che deriva principalmente dal settore industriale e della raffinazione petrolifera, le sostanze organiche volatili (VOC) che si sprigionano da una pluralità di processi industriali e in particolare dai solventi, e l’ammoniaca (NH3), che invece deriva dall’uso di fertilizzanti agricoli e dall’attività di allevamento. Da tempo si sta discutendo dell’introduzione anche del gas metano, di cui è ormai riconosciuto il ruolo, oltre che come potente gas serra, anche di precursore della formazione del micidiale ozono.

Se le emissioni inquinanti sono in via di progressiva riduzione, è anche vero che questo miglioramento sta avvenendo a ritmi molto più lenti di quelli che sarebbero consentiti dall’avanzamento tecnologico (ad esempio nelle emissioni industriali), dall’adeguamento ed elettrificazione degli impianti termici (nel riscaldamento domestico) e dalla trasformazione del sistema della mobilità e dei trasporti (riduzione del traffico veicolare privato, elettrificazione). Per quanto riguarda le emissioni di fonte agricola (ammoniaca) la situazione di stagnazione lombarda è simile a quella di aree a forte intensità agrozootecnica europea, come i Paesi Bassi, il nord della Germania, la Bretagna e l’Irlanda, dove troppi allevamenti intensivi e abusi di fertilizzanti portano a copiosi rilasci di composti azotati che ammorbano l’aria ed inquinano le acque.