valsassina

Allerta valanghe: resta chiuso il rifugio Brioschi

Una decisione obbligata a causa dell'instabilità del manto nevoso

Allerta valanghe: resta chiuso il rifugio Brioschi

Il Rifugio Brioschi, sulla vetta del Grignone, rimarrà chiuso nel fine settimana questo weekend, sia sabato 31 gennaio che domenica 1 febbraio 2026. La scelta è stata presa dai gestori della struttura per ragioni di sicurezza, alla luce delle condizioni di instabilità riscontrate sul versante sud-est della montagna.

Allerta valanghe: resta chiuso il rifugio Brioschi

La decisione segue una valutazione tecnica condotta dopo la valanga che si è staccata il 29 gennaio. Il distacco è avvenuto a circa settanta metri a sinistra dell’uscita del cosiddetto “Muro del pianto” e ha interessato l’intera parete, arrestando la propria corsa solo alla base del pendio. Sebbene la slavina non abbia coinvolto direttamente la via invernale, le intense nevicate degli ultimi giorni, unite all’azione del vento, hanno determinato la formazione di accumuli instabili e lastroni poggiati su uno strato debole del manto nevoso: una dinamica nota agli operatori, ma complessa da individuare con precisione sul terreno.

Dallo staff del rifugio arriva quindi un invito alla responsabilità: niente allarmismi, ma attenzione e informazione. Prima di programmare escursioni in quota è fondamentale consultare il bollettino nivologico AINEVA e valutare con cura le condizioni ambientali.

La via invernale del Grignone resta comunque tracciata e riconoscibile, grazie ai pali posizionati a intervalli regolari e al nastro riflettente che ne garantisce la visibilità anche in caso di scarsa luce o nebbia. Proprio per questo, sottolineano i gestori, è indispensabile attenersi rigorosamente al percorso segnalato, evitando scorciatoie o deviazioni che possono esporre a rischi significativi. In particolare, viene segnalata come altamente pericolosa l’area del canalino a sinistra dei pali, naturale zona di scarico delle valanghe, così come il tratto superiore del “muro”, che va affrontato integralmente fino alla vetta senza attraversamenti laterali.

La montagna rimane quindi accessibile agli escursionisti più esperti, ma solo con un approccio consapevole e prudente, nel rispetto delle condizioni invernali e delle indicazioni di sicurezza. «Un tempo c’era Claudio Ghezzi – ricordano dal Brioschi sui social, riferendosi allo storico gestore scomparso nel giugno 2022 – che tracciava il percorso ogni giorno e non si poteva sbagliare. Oggi servono buon senso e attenzione».