A Trento “trotterellando”, ma fino ad un certo punto. Al termine di un pomeriggio complicato, il Lecco si salva al fotofinish, rimontando lo svantaggio maturato in corso d’opera. Terapeutico, il corner battuto da Metlika, l’azione di disturbo di Marrone e la consequenziale deviazione di Chinetti nella propria porta. Le Aquile evitano così la seconda sconfitta consecutiva, rialzano caparbiamente la testa dopo una gara obiettivamente mal condotta per un’ora abbondante.
Esclusioni “rumorose” dall’undici titolare
Sorprese a palate nella formazione bluceleste del Briamasco. Nuovamente assenti Kritta e Romani, Valente restaura la corsia di sinistra con “materiali” di nuova generazione: i giovanissimi Mihali e Anastasini, l’uno chiamato ad agire davanti all’altro. Le novità di schieramento transitano poi dalla trequarti, con Bonaiti e Pellegrino a supporto dell’unica punta Basili, adattato a centravanti. Fanno rumore le esclusioni di Furrer e Sipos dall’undici titolare; meno eclatante, quella del neo acquisto Parker.
Trento brillante, Lecco graziato
La rivoluzione non sortisce gli effetti sperati. Bastano 20 secondi ad un coriaceo Trento per mettere alle corde le Aquile; un’indecisione di Mihali propizia la conclusione da distanza ravvicinata di Benedetti, con sfera che si perde a lato. I blucelesti balbettano proprio nei punti nevralgici degli avvicendamenti; l’emergente corsia di sinistra patisce la forza d’urto trentina, l’attacco stenta dinnanzi ad una fase difensiva avversaria non sempre irreprensibile. Non è pertanto casuale che il numero zero alla casella “tiri in porta” si protragga per tutto il primo tempo. L’unica scorribanda lecchese è frutto di un tocco a rimorchio di Pellegrino a beneficio di Zanellato, la cui staffilata sorvola la traversa.
Ben più brillante della squadra di Valente è il Trento; all’8’, Chinetti trae il meglio da una copertura non efficace di Anastasini e crossa nell’area piccola per Pellegrini, chiuso provvidenzialmente da Marrone. Ma quando l’ex Juve è fuori portata, il centravanti locale accarezza seriamente l’idea del vantaggio; il suo millimetrico tocco di piatto all’angolino è schiaffeggiato fuori da Furlan, aiutato a sua volta da Zanellato a sbrogliare il pericolo. Con il primo tempo prossimo ad andare in archivio, il Trento si ripropone di gran carriera dalle parti di Furlan; l’esecutore finale è Fossati, che impatta di destro con potenza e precisione ma centra in pieno la traversa. Lecco graziato.
Soffia il vento dei cambi
L’avvio di ripresa riflette il copione della prima frazione. A creare scompiglio tra la retroguardia di Valente, questa volta, è una palla inattiva, con Furlan nuovamente chiamato al miracolo sullo stacco di un imperioso Chinetti. Il duello è avvincente e si ripropone a metà tempo; ne esce nuovamente vincitore l’estremo difensore, decisivo in uscita sull’attaccante. Soffia forte, intanto, il vento dei cambi; ben cinque complessivi all’alba del quarto d’ora, da una parte e dall’altra. Nel Lecco entrano Nova, Parker (all’esordio in bluceleste) e Mallamo; la mala sorte colpisce in pieno quest’ultimo, costretto a cedere il posto a Duca dopo soli quattro minuti per un dolore al ginocchio patito intercettando un passaggio. Di lì a poco, il Lecco esaurirà anche l’ultimo cambio a disposizione, con Furrer in campo per Anastasini.
Tutto nel finale: il Lecco riprende colore
Le sostituzioni conferiscono benzina ai blucelesti per le ultime curve. Le Aquile scaldano i guantoni di Barlocco in più occasioni, avvalendosi di Parker, abile nell’elevazione ma troppo tenero nell’esecuzione. Il portiere trentino è nuovamente chiamato al pronto intervento sulle insidiose conclusioni di Bonaiti e Furrer, flebili segnali di un finale di colore bluceleste. Il campanello d’allarme, per il Trento, suona poco più tardi con la conclusione in volata di Pellegrino, che alza troppo la traiettoria. Presa la parola per pochi istanti, il Lecco torna a zittirsi. La squadra di Tabbiani assembla le prove generali del vantaggio con Capone, murato da Furlan, e la successiva conclusione a botta sicura di Maffei, ribattuta sulla linea da Rizzo.
Il minuto 38 pare quello fatale. Corner da sinistra per il Trento, palla che spiove sul secondo palo e corretta in rete dalla semirovesciata di Candelari. Una sentenza sul match. Il Lecco prova ad appellarvisi nel recupero, con il destro a rientrare di Pellegrino, che si stampa sul palo. A questo punto sembra davvero finita. Ma tra le file blucelesti vi è un senatore di indubbia caratura; è proprio lui, Luca Marrone, a prendere per mano i compagni e ad accompagnarli verso il pari in zona Cesarini. Fallita poco prima un’analoga opportunità, il perno di difesa delle Aquile detta a Metlika la traiettoria del corner, prende posizione sul primo palo e semina il panico tra la difesa avversaria; l’ultimo tocco è di Chinetti, per l’1-1 finale. Così, il Lecco riemerge dalle acque agitate di Trento, dopo essere stato ripetutamente sul punto di affondare. Blucelesti salvati da un finale in crescendo (al netto del gol subìto) e dalla propria perseveranza.
IL TABELLINO DI TRENTO – LECCO
TRENTO – LECCO 1-1
RETI: 38’ st Candelari (T), 50’ st aut. Chinetti (L).
TRENTO (4-3-3): Barlocco; Maffei, Trainotti, Corradi, Fiamozzi (34’ st Triacca); Benedetti (13’ st Candelari), Fossati (13’ st Sangalli), Aucelli; Capone (45’ st Ladisa), Pellegrini (34’ st Corallo), Chinetti. A disp. Costantini, Tommasi, Ebone, Muca, Miranda. All. Tabbiani.
LECCO (3-4-2-1): Furlan; Tanco, Marrone, Mihali (14’ st Nova); Rizzo, Zanellato (14’ st Mallamo, 19’ st Duca), Metlika, Anastasini (25’ st Furrer); Pellegrino, Bonaiti; Basili (14’ st Parker). A disp. Dalmasso, Constant, Alaoui, Ferrini, Sipos, Lovisa. All. Valente.
ARBITRO: Nigro di Prato.
AMMONITI: Basili (L), Fossati (T), Marrone (L), Corallo (T), Maffei (T)
Foto credit: Andrei Eduard Huiala | Calcio Lecco 1912