La questione della destinazione urbanistica dell’area di Cavagna torna al centro del dibattito pubblico a Lecco. Oggi, mercoledì 28 gennaio 2026, due prese di posizione, contrapposte stanno discutere.
Cavagna tra diritti dei proprietari e tutela del paesaggio: scontro tra visioni
Da un lato, l’avvocato Chiara A. Citterio interviene a tutela dei proprietari privati dei terreni, acquisiti come edificabili sin dagli anni 2000. La legale Citterio osserva: “Il totale annullamento della capacità edificatoria comporterebbe sicura lesione dei diritti dei cittadini, legittimando tra le altre i medesimi ad intentare tutela nelle sedi giudiziarie opportune”. L’attuale piano urbanistico, pur eliminando ipotesi speculative, mantiene un indice edificatorio minimo di 0,03 mq/mq, limitando comunque le possibilità di costruzione rispetto alla situazione originaria. Secondo l’avvocato, “si chiede a tutte le parti politiche coinvolte di confermare l’indice minimo edificatorio negli ambiti ambientali indicati”.
Dall’altro lato, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, con il presidente Roberto Fumagalli, esprime forti perplessità. La lettera critica la richiesta dei proprietari, sottolineando che la giurisprudenza urbanistica non riconosce diritti edificatori basati solo sulle previsioni dei precedenti piani. Fumagalli afferma: “Il Consiglio comunale di ogni municipio è libero e sovrano nel definire l’attribuzione o la modifica delle destinazioni urbanistiche dei terreni. Può tornare terreni edificabili in aree non edificabili, azzerando pertanto tutti gli indici di edificabilità pregressi. I proprietari se ne facciano una ragione!” Secondo il Circolo, l’interesse collettivo nella tutela del suolo e del paesaggio deve prevalere sugli interessi privati, soprattutto in aree come Cavagna, di elevato valore storico e paesaggistico. La posizione ambientalista trova sostegno nella petizione firmata da oltre 5.000 cittadini, che chiedono di salvaguardare la zona dal rischio cemento”.
La discussione evidenzia il delicato equilibrio tra tutela dei diritti dei proprietari e salvaguardia del patrimonio ambientale. Cavagna, simbolo di un paesaggio pedemontano di pregio, resta al centro di un dibattito che pone interrogativi sull’urbanistica, sulla legalità e sull’interesse pubblico, invitando le istituzioni a trovare una soluzione condivisa e rispettosa sia della legge sia dell’ambiente.