Cremeno giorno della memoria

Gli studenti di Cremeno hanno trasformato la memoria in arte: “Never Again is Now” racconta le ferite della storia

Gli studenti hanno presentato una toccante performance

Gli studenti di Cremeno hanno trasformato la memoria in arte: “Never Again is Now” racconta le ferite della storia

La mattina del 27 gennaio 2026, negli spazi della Scuola Media di Cremeno, gli studenti del gruppo ARtIA hanno presentato una performance dedicata al Giorno della Memoria che ha colpito profondamente il pubblico presente. Al centro dell’iniziativa, l’installazione “Never Again is Now”, un lavoro collettivo che ha unito simboli, immagini e gesti per riflettere sulle persecuzioni del passato e sulle violenze che continuano a segnare il mondo contemporaneo.

Gli studenti di Cremeno hanno trasformato la memoria in arte: “Never Again is Now” racconta le ferite della storia

L’opera ha occupato un’area ridotta, ma la sua forza evocativa è stata immediata: una distesa di terra attraversata da frammenti di vetro, come se il suolo stesso fosse stato ferito. Le schegge richiamavano la devastazione della Notte dei Cristalli, mentre la terra rappresentava radici spezzate e identità cancellate. Attorno, alcune chiavi abbandonate suggerivano case perdute, porte che non si aprono più, vite interrotte.

Le strutture precarie formate dai vetri hanno ricordato rifugi improvvisati, baracche, luoghi di sopravvivenza. L’installazione non ha offerto spiegazioni, ma invitava a interrogarsi su ciò che resta dopo la distruzione e su come si possa ricostruire quando il terreno stesso è stato violato.

A completare il percorso, un video realizzato dagli studenti ha intrecciato immagini della Shoah con scene attuali di conflitti e crisi umanitarie. Il parallelismo tra i bambini deportati nei campi di concentramento e i minori coinvolti nelle guerre di oggi ha reso evidente quanto la sofferenza continui a ripetersi sotto forme diverse. Nel montaggio è comparso anche la figura di una ballerina che danzava tra le macerie, simbolo della crudeltà con cui la violenza può essere osservata, quasi estetizzata, mentre scorci di vita quotidiana hanno ricordato l’indifferenza che spesso accompagna gli orrori.

Il momento conclusivo della performance è stato affidato agli stessi studenti: uno dopo l’altro hanno rimosso le schegge di vetro dalla terra, liberandola. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha trasformato la memoria in un atto di cura e responsabilità. Un modo per affermare che ricordare non significa solo guardare al passato, ma scegliere come agire nel presente.

L’iniziativa ha voluto sottolineare il ruolo delle nuove generazioni nel custodire la memoria e nel contrastare ogni forma di violenza e discriminazione, affinché ciò che è accaduto non venga mai considerato inevitabile.