Continuano ad arrivare, numerosi e sentiti, i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Aloisio Bonfanti, giornalista, storico e voce autorevole della città, venuto a mancare all’età di 86 anni. Per molti era la “memoria storica di Lecco”, per altri semplicemente il decano dei giornalisti lecchesi: un punto di riferimento capace di unire rigore professionale, umanità e una conoscenza profonda del territorio. Da anni residente a Laorca, Bonfanti lascia un vuoto profondo non solo nel mondo dell’informazione, ma nell’intera comunità cittadina. Esempio per tutti, compresi i giovani colleghi. “Ci sono persone che non si limitano a raccontare una città: la custodiscono – ha detto io sindaco Mauro Gattinoni – Aloisio Bonfanti è stato questo per Lecco: attraverso i suoi articoli e i suoi numerosi libri dedicati a Lecco e al suo territorio, Aloisio ha contribuito in modo decisivo a costruire la memoria collettiva della nostra città. Un giornalismo vissuto come vocazione civile, come servizio, come responsabilità verso la comunità. Con la sua scomparsa Lecco perde una voce autorevole, un punto di riferimento, una presenza familiare. Ma resta un’eredità preziosa: il suo lavoro, il suo esempio, il suo amore autentico per questa città. Ciao Aloisio, la città che hai raccontato e custodito ti è grata e non ti dimenticherà.” Ai funerali, che si terranno nella basilica di San Nicolò giovedì 29 gennaio alle 10.45, sarà presente il Gonfalone del Comune di Lecco.
Tanti messaggi di cordoglio per Aloisio Bonfanti, il “Decano dei giornalisti”
A ricordarlo è anche Emanuele Manzoni, assessore al Welfare del Comune di Lecco, che rievoca le conversazioni con Aloisio, «difficili da definire interviste», nelle quali emergevano l’amore per la città e la capacità di raccontarne la gente, con pregi e difetti, senza mai perdere il rispetto per le vicende umane. “Ti salutava sempre dicendo “alla prossima” – scrive Manzoni – e quindi alla prossima, caro Aloisio”.
Un ricordo che intreccia stima professionale e amicizia è quello di Antonio Rusconi, già sindaco di Valmadrera, che conobbe Bonfanti agli inizi del suo impegno politico. Ne sottolinea la correttezza, l’assenza di faziosità, la capacità di documentarsi sempre di persona e la disponibilità a mettere a disposizione il proprio archivio senza mai chiedere nulla in cambio. «Uno che ci mancherà», conclude.
Profondo anche il ricordo di Emilio Magni, ex collega al Giornale di Lecco, che con Bonfanti condivise decenni di lavoro: “Era uno di quei cronisti capaci di dare dignità alle notizie piccole, agli avvenimenti che alla fine interessano davvero il lettore”. Un giornalismo fatto di attenzione ai dettagli, di pazienza e di umiltà, che talvolta portava anche allo scoop, quasi senza cercarlo. “Ciao Aloi”, il suo saluto.
Poche parole, ma cariche di significato, quelle di Gianni Riva, collega dai tempi di Telespazio: “È scomparso un personaggio che ha contribuito alla crescita della città di Lecco”.
Più articolata la riflessione di Giancarlo Gerancini, titolare di un’azienda lecchese, che descrive Bonfanti come una di quelle persone che non si limitano a vivere una città, ma la abitano, la raccontano e la difendono. Storico, scrittore e uomo di cultura, Aloisio ha saputo trasformare la conoscenza in racconto e il racconto in memoria collettiva, diventando un portavoce autorevole delle radici lecchesi.
Un ricordo affettuoso arriva anche da Chiara Frigerio, già consigliera comunale, che rievoca la collaborazione con Bonfanti ai tempi di una pubblicazione sul Civico Spedale di Lecco: ore di studio condivise e racconti che intrecciavano storie familiari e memoria cittadina. Un pensiero finale va alla moglie Ebe, alla quale Frigerio rivolge un abbraccio sincero.
Cordoglio unanime anche dai colleghi della redazione di Lecco Channel, che ricorda Bonfanti come un grande amico e una voce storica della città. Negli studi radiofonici, insieme ad Albino Alborghetti, aveva realizzato oltre 50 puntate di “1912, Una storia infinita”, dedicate ai cento anni della Calcio Lecco. Ogni visita in studio era anche un viaggio nella storia, arricchito da cimeli e racconti.
Tra i messaggi più personali, quello di Emilio Longhi, amico di lunga data, che ricorda l’infanzia condivisa all’oratorio di Lecco e un’amicizia rimasta intatta nel tempo. E quello del Coro Alpino Lecchese, che saluta Bonfanti come “un grande e libero uomo”, memoria storica anche del coro, ringraziandolo per l’affetto e la professionalità dimostrati negli anni.
Voci diverse, unite da un sentimento comune: la gratitudine verso un uomo che ha saputo raccontare Lecco con passione, onestà e amore. Una presenza che continuerà a vivere nelle storie che ha custodito e restituito alla città.