“Stiamo cercando una soluzione temporanea per i parcheggi dei bus turistici e delle moto, ma in futuro la situazione cambierà. Gli autobus non potranno più sostare come facevano prima e, per quanto riguarda i posti auto dei residenti, abbiamo individuato la soluzione in via Spirola.”
Lo ha annunciato l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Lecco, Maria Sacchi, durante il consiglio comunale di lunedì 26 gennaio 2026, in risposta alle sollecitazioni e alle domande poste da più consiglieri di minoranza sui lavori di riqualificazione del lungolago.
Cantieri e parcheggi: a Lecco il lungolago tra polemiche e proroghe
Al momento, infatti, la zona destinata alla sosta è occupata dal cantiere. “Una volta gli autobus turistici parcheggiavano in lungolario Isonzo e restavano lì Tutto il giorno”, ha spiegato l’assessore. “È una cosa improponibile. Per quanto riguarda le moto, stiamo cercando una soluzione con Linee Lecco.”
Il consigliere Giovanni Tagliaferri di Orizzonte per Lecco ha replicato:
“Questo è l’emblema di come si fanno le opere. Prima si aprono i cantieri e poi si cercano le soluzioni. L’abbiamo visto su altri progetti, come l’hub dei bus. Non stiamo parlando di una variante intervenuta a cantiere in corso, bensì di una scelta strategica. Evidentemente ci siamo dimenticati di bus e moto. Non si lavora così”.
Dello stesso avviso Marco Caterisano di Fratelli d’Italia e presidente di Fipe Lecco: “È folle eliminare parcheggi bus e moto e pensare dove metterli dopo. Si sta facendo un danno alla città e al commercio. E’ lo stesso metodo utilizzato per la prima parte dei lavori: anche in quel caso si sono tagliati oltre 70 parcheggi, promettendo che poi un domani ne verranno realizzati 200 alle Caviate. Chi prende queste decisioni sembra non capire il danno che va a provocare agli operatori economici del centro. Senza parcheggi bar, ristoranti, negozi e tutte le attività economiche vengono pesantemente penalizzati. A soffrire non è solo il commercio ma tutta la città, residenti e quanti arrivano a Lecco da fuori. Basterebbe un po’ di buon senso, basterebbe valutare le ricadute concrete delle scelte amministrative, ascoltando anche le proposte che vengono fatte. Mi auguro che la Giunta comunale possa rivalutare quanto annunciato per il bene della comunità e anche per fare un buon servizio a una città che vuole continuare a essere attrattiva per turisti e residenti”
Relativamente al tratto di Lungolario Isonzo, è stato affrontato anche il tema della sicurezza dei mezzi di soccorso, vista la larghezza ridotta della carreggiata a causa del cantiere.
“La carreggiata è larga 4 metri, quindi i mezzi si possono affiancare”, ha spiegato Sacchi. Poco convinto il consigliere Simone Brigatti, che ha sottolineato come il passaggio in contemporanea risulti alquanto difficoltoso.
Infine, Sacchi ha confermato la fine dei lavori del lungolago per metà maggio, con il ripristino del manto stradale. Le lastre saltate in Piazza Cermenati verranno inoltre sostituite, completando così gli interventi di riqualificazione.
Per i parcheggi in zona Malpensata, tolti ai residenti, la soluzione individuata dal Comune è quella di un ZPRU in via Spirola. Ipotesi che però è stata criticate dal consigliere Peppino Ciresa, che ha sottolineato come in quella piccola arteria le auto siano già parcheggiate ovunque, tanto da rendere a volte impossibile il transito.
Sul tema lungolago è intervenuto anche il sindaco Mauro Gattinoni, che ha fornito aggiornamenti sui lavori della passerella delle Caviate (dal distributore Tamopil verso nord), annunciando un sopralluogo congiunto tra l’impresa che sta effettuando i lavori del lungolago e quella che realizza la piattaforma per le attività sportive.
“Sulla carta la fine lavori è fissata per marzo 2026“, ha detto il primo cittadino. “A occhio credo che verrà chiesta una proroga, e valuteremo se concederla, perché credo che difficilmente in due mesi chiuderanno quel lavoro”.