Associazione Giuseppe Bovara

Lecco, grande mobilitazione contro l’edificabilità di Cavagna: raccolte oltre 1500 firme in poche ore

Secondo i promotori della raccolta firme, la tutela del paesaggio non può passare da compromessi

Lecco, grande mobilitazione contro l’edificabilità di Cavagna: raccolte oltre 1500 firme in poche ore

Non meno di due giorni fa, l’Associazione Giuseppe Bovara di Lecco ha lanciato una raccolta firme per opporsi alla ventilata intenzione di rendere edificabile la parte più significativa della località Cavagna, l’ultimo brano genuino della quinta scenografica paesaggistica tanto amata da Alessandro Manzoni, ricordata anche nell’“Addio Monti”.

Nel giro di poche ore, le firme raccolte hanno superato il mille e continuano a salire: al momento, si contano oltre 1.500 adesioni (clicca qui per firmare), a testimonianza dell’interesse dei cittadini lecchesi verso la tutela del paesaggio. “La nostra soddisfazione – spiegano dall’associazione – è quella di aver aperto un dibattito costruttivo, sano e civile, su temi di tutela ambientale, lontano dalle logiche di colore e dalle discussioni inconcludenti, rivolto trasversalmente a chi ama la propria città. Numerosi cittadini ci stanno contattando per tenere vivo il dibattito; anche il Ministero è stato coinvolto”.

Lecco, grande mobilitazione contro l’edificabilità di Cavagna: raccolte oltre 1500 firme in poche ore

Nel frattempo, sono arrivate le prime reazioni. “Tra queste, si parla di “diritti edificatori maturati”, paragonati a ferie o buoni postali, concetto ritenuto discutibile dall’associazione, che sottolinea come non sia possibile considerare eterno il diritto edificatorio di un terreno. Altri sostengono che la soluzione proposta concili la tutela del luogo, permettendo ai titolari dei diritti di spostare i volumi edificatori in altre aree già urbanizzate”. Tuttavia, i promotori della raccolta firme ritengono “problematico lasciare a interessi privati la scelta finale di tutelare un bene di evidente interesse collettivo”

Secondo l’associazione, inoltre, parlare di edificabilità “minima” è ambiguo: anche una villetta in più potrebbe cambiare il carattere paesaggistico dell’area, aprendo la strada a futuri ampliamenti nelle varianti di piano. Come alternativa, i promotori propongono di concedere volumetria ma vietarne l’utilizzo in Cavagna, spostandola in aree già urbanizzate. “Così si potrebbero soddisfare imprese, cittadini e proprietari, senza intaccare la valenza paesaggistica del luogo”, spiegano.

Ieri, intanto, i gruppi di maggioranza in Comune a Lecco hanno dichiarato la loro disponibilità a incontrare cittadini, associazioni e portatori di interesse per approfondire i contenuti della Variante e chiarire ogni dubbio, in un’ottica di confronto aperto e costruttivo.

Secondo i promotori della raccolta firme, la tutela del paesaggio non può passare da compromessi: “È una scelta netta: o ci si tiene, o lo si lascia andare. Quello che possiamo fare è informare la cittadinanza sugli sviluppi e invitare tutti a proseguire nella raccolta firme”.