La settimana corta alle medie di Introbio non si farà, almeno per ora.
Una decisione che ha acceso la protesta delle famiglie della scuola “Niccolò Tommaseo”, convinte di essere state ignorate nonostante un’indicazione chiara arrivata dal sondaggio ufficiale promosso dall’istituto: l’85,99% dei genitori aveva chiesto l’eliminazione delle lezioni del sabato. Il no è arrivato dal Consiglio d’istituto dell’ICS “San Giovanni Bosco” di Cremeno, di cui il plesso di Introbio fa parte, e ha lasciato l’amaro in bocca a molti genitori. “Ci sentiamo traditi”, è il sentimento che emerge con forza, soprattutto per le modalità con cui la decisione è stata comunicata.
La settimana corta alle medie di Introbio non si farà, almeno per ora
La dirigente scolastica avrebbe infatti informato le famiglie con un breve messaggio sull’applicazione ClasseViva, annunciando che anche nel 2026 l’orario resterà dal lunedì al sabato, senza fornire ulteriori spiegazioni. A farsi portavoce del malcontento è Valentina Baruffaldi, che chiede un confronto diretto con la dirigenza. Secondo quanto riferito ai genitori da alcuni componenti del Consiglio d’istituto, l’introduzione della settimana corta potrebbe slittare al 2027, ma su questo punto le famiglie chiedono certezze e comunicazioni ufficiali. “Vogliamo che tutto venga messo nero su bianco – spiega – e soprattutto capire perché, a fronte di un consenso così ampio, non si possa partire già dal 2026”.
La vicenda affonda le radici nello scorso anno scolastico, quando l’allora dirigente Gianfranco Bonomi Bosseggia, oggi non più in carica, aveva accolto la richiesta avanzata dai genitori, supportata da una raccolta di 313 firme, promuovendo il sondaggio tra le famiglie. In una comunicazione successiva, aveva però precisato che l’eventuale avvio della settimana corta sarebbe stato valutato per il 2026.
Una scelta che non è mai arrivata al voto finale: l’ultimo Consiglio d’istituto, convocato a giugno, si è svolto in assenza del dirigente, rimandando ogni decisione alla nuova reggente. Attualmente l’istituto è guidato da Stefania Perego, dirigente dell’Istituto Bertacchi di Lecco, che ha fatto valere l’indirizzo espresso dal collegio docenti e il risultato complessivo dei plessi. Introbio si era espresso a favore della settimana corta, mentre Cremeno aveva votato contro. Sommando i due esiti, il “no” ha prevalso per tre voti.
Oltre a chiedere un incontro con la dirigente, i genitori intendono rivolgersi anche al Provveditore agli studi, denunciando i disagi legati alla gestione in reggenza. “È da dieci anni che portiamo avanti questa richiesta – spiegano – e ogni volta tutto viene rimandato”.
Tra le motivazioni principali c’è l’impatto sulle attività extrascolastiche, in particolare sportive. In alcune classi, raccontano i genitori, il sabato si registrano numerose assenze: su 17 studenti, sette risultavano impegnati in attività sportive, con il rischio di restare indietro nei programmi. La proposta prevedeva di concentrare le ore dal lunedì al venerdì, prolungando le lezioni fino alle 14 anziché alle 13.
In attesa di un chiarimento ufficiale, alle famiglie è stato suggerito di prendersi tempo anche sulle iscrizioni alle medie, in scadenza il 14 febbraio. I posti disponibili non rappresentano un problema, ma il confronto sulla settimana corta resta aperto e destinato a far discutere ancora.
Come redazione, abbiamo anche provato a contattare la Reggente di Introbio e Cremeno, per cercare di avere risposte, ma dalla segreteria ci hanno comunicato che, per il momento, non è disponibile.
Andrea Gianviti