Il libro “La casa dell’attesa” e il suo autore Fabio Geda sono stati protagonisti del primo appuntamento 2026 di Leggermente, la manifestazione di promozione della lettura promossa da Assocultura Confcommercio Lecco. La serata di mercoledì 14 gennaio è stata organizzata insieme all’associazione Medici con l’Africa Cuamm e alla Libreria Volante di Lecco. Ottima la risposta del pubblico lecchese che ha riempito la sala conferenze di Confcommercio Lecco in piazza Garibaldi per ascoltare il racconto del reportage dello scrittore, conosciuto soprattutto per il libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”.

Grande successo di pubblico per “La casa dell’attesa” di Fabio Geda, ospite a Leggermente
A dialogare con lo scrittore piemontese sono stati Valeria Frigerio, referente Cuamm per la Lombardia; Massimo Manzoni, referente gruppo Cuamm Lecco; Stefano Ghislanzoni, specializzando in medicina d’emergenza-urgenza con una recente esperienza JPO Cuamm in Mozambico. A condurre la serata, e a porre domande a Geda e alle altre persone presenti al tavolo, è stata Serena Casini della Libreria Volante.

“Sono stato in Angola per 10 giorni nel marzo 2024 e poi ci sono tornato per tutto il mese di giugno dopo avere ‘digerito’ le prime emozioni e avere studiato – ha spiegato Geda – Questo reportage, uno dei tre che ho finora realizzato oltre ai romanzi, è nato da una richiesta dell’editore Laterza e da un incontro con il Cuamm e il direttore don Dante Carraro. Quando mi ha raccontato come funziona ‘La casa dell’attesa’ – un villaggio ‘speciale’, un luogo in cui vivono insieme le donne che stanno per partorire – ho capito subito che sarebbe stato il titolo di questo libro. Un libro in cui ho cercato di raccontare storie e piccole vicende, di trasmettere emozioni, di mostrare una realtà poco conosciuta”.

Sollecitato dalle domande di Serena Casini, da un lato ha evidenziato “l’importanza del prendersi cura, che è diverso dal curare, e che vuol dire condividere un percorso o uno spazio” e dall’altro ha parlato della bellezza che “di per sè non salva, ma può indicare la via. E se hai un obiettivo lungo la strada avrai delle occasioni”. Alla domanda sulla “capacità attrattiva” dell’associazione Medici con l’Africa, postagli da Manzoni, Geda ha spiegato: “Si ha la percezione di un bene condiviso. Cuamm dà la sensazione di essere una realtà dove le persone cercano di fare del loro meglio. E questo vale tanto, in un mondo in cui troppe persone fanno male il loro lavoro, qualunque esso sia”.

La domanda finale rivolta a tutti e quattro (Perché restare in Africa? E perchè invece andarsene?) ha anticipato alcuni quesiti arrivati dal pubblico e il firma-copie di rito.