Quasi due milioni di euro e almeno otto mesi di lavori per rimettere in sicurezza uno dei collegamenti più importanti tra il territorio lecchese e quello bergamasco. Il Ponte Vittorio Emanuele III, tra Olginate e Calolziocorte, si prepara a un intervento strutturale, profondo e necessario, destinato a incidere significativamente sulla mobilità quotidiana di migliaia di persone.
Il ponte consente di attraversare l’Adda nel tratto compreso tra il lago di Garlate a monte e Olginate a valle ed è molto più di un semplice collegamento locale: rappresenta un asse strategico tra la provincia di Lecco, a ovest del fiume, e la Bergamasca, a est. Ogni giorno lo percorrono lavoratori, studenti e mezzi diretti verso scuole, fabbriche e servizi.
Quasi due milioni di euro e otto mesi di lavori: chiude il ponte di Olginate
Costruito tra il 1909 e il 1911, il ponte sorge in un punto attraversato già in epoca romana. Durante le secche dell’Adda riaffiorano infatti ancora le fondazioni di un antico ponte risalente al III secolo. Ma la storia dell’infrastruttura non si è fermata a inizio Novecento; al contrario, nel corso di oltre cent’anni il ponte è stato modificato, adattato e rinforzato più volte.
«Il risultato è un ponte che oggi combina strutture metalliche, campate in calcestruzzo, elementi storici riadattati e soluzioni tecniche non sempre omogenee», spiega Diego Colosimo, consigliere comunale di Cambia Calolzio, che da tempo segue con attenzione la vicenda. Una complessità che rende l’opera delicata e che impone interventi mirati, basati su analisi tecniche approfondite.
Le criticità, del resto, sono evidenti. Le ispezioni hanno rilevato ammaloramenti diffusi sia nelle parti in calcestruzzo sia in quelle metalliche, problemi ai giunti e difficoltà nello smaltimento delle acque.
«Non si tratta di un restauro estetico – sottolinea Colosimo – ma di un intervento che riguarda struttura, sicurezza e durabilità. Rimandare significherebbe aumentare i rischi e i costi futuri».
L’intervento, finanziato dalla Provincia di Lecco per un importo stimato di circa 1,75 milioni di euro, avrà una durata prevista di 240 giorni naturali e consecutivi. Non è ancora nota la data esatta di avvio dei lavori, ma le risorse sono già state stanziate. È inoltre probabile che, come avvenuto per il ponte di Paderno tra il 2018 e il 2020, si renda necessaria la chiusura totale al traffico. Uno scenario simile è previsto a breve anche per il ponte di Brivio.
Le alternative viarie esistono, ma per pendolari e studenti significheranno percorsi più lunghi, più chilometri e più tempo trascorso in viaggio. Proprio per questo, secondo Cambia Calolzio, sarà fondamentale una gestione attenta dei disagi e una comunicazione chiara e trasparente verso i cittadini.
«Conoscere la storia di questo ponte serve a capire perché non si può improvvisare – conclude Colosimo – È un’infrastruttura stratificata, frutto di oltre un secolo di adattamenti. Oggi è una sfida aperta tra passato e futuro del nostro territorio».
Luca de Cani