omaggio

Varenna commemora l’81° anniversario dell’eccidio di Fiumelatte

Ricordati i sei partigiani fucilati l’8 gennaio 1945

Varenna commemora l’81° anniversario dell’eccidio di Fiumelatte

Nella mattinata di oggi, domenica 11 gennaio 2026, alla Montagnetta di Fiumelatte, si è svolta la cerimonia di commemorazione dell’81° anniversario dell’eccidio dei sei partigiani della 55ª Brigata Garibaldi “Fratelli Rosselli”, fucilati dalle Brigate Nere l’8 gennaio 1945. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Varenna e dall’ANPI Provinciale di Lecco.

Varenna commemora l’81° anniversario dell’eccidio di Fiumelatte

Alla cerimonia, molto partecipata dalla cittadinanza, erano presenti il Viceprefetto Vanessa Clemente, il Commissario Capo Rosario Torrisi in rappresentanza del Questore di Lecco, i sindaci Riccardo Fasoli (Mandello del Lario), Fabio Festorazzi (Perledo), Antonio Rusconi (Bellano), il consigliere comunale di Lecco Alberto Anghileri e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Bellano, maresciallo Gennaro Cassano. Presente anche il Gruppo Alpini di Varenna.

La commemorazione si è aperta con l’Inno di Mameli, seguita dalla posa delle corone di alloro, dalla lettura dei nomi dei sei caduti – Carlo Bonacina, Ambrogio Inverni, Giuseppe Maggi, Virginio Panzeri, Domenico Pasut e Carlo Rusconi – e dal solenne suono del Silenzio.

Nel suo intervento, il sindaco di Varenna Mauro Manzoni ha sottolineato come «questa commemorazione assuma un significato ancora più profondo in vista del 2026, quando l’Italia celebrerà gli ottant’anni della nascita della Repubblica». Richiamando le parole del Presidente Sergio Mattarella, Manzoni ha ricordato che la Repubblica rappresenta «uno spartiacque nella nostra storia, uno Stato che riconosce i diritti inviolabili e la libertà delle persone».

«Questi sei ragazzi hanno compiuto una scelta», ha proseguito il sindaco. «Avevano tra i venti e i trent’anni e un’intera vita davanti. Avrebbero potuto tacere o nascondersi, ma decisero di rischiare tutto per un ideale più grande: la libertà, la giustizia, la dignità umana».

Manzoni ha poi richiamato l’attualità del messaggio della Resistenza, ricordando che «ogni gesto quotidiano contribuisce a costruire o a disgregare il tessuto sociale» e che la responsabilità del bene comune non può essere delegata, ma appartiene a ciascuno.

È intervenuta anche il Viceprefetto Vanessa Clemente, che ha ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria di eventi tragici come l’eccidio di Fiumelatte, affinché non vengano dimenticati.

A nome dell’ANPI provinciale di Lecco ha preso la parola Roberto Citterio, che dopo una ricostruzione storica dei fatti ha ricordato i due compiti fondamentali dell’associazione: trasmettere la memoria della Resistenza al nazifascismo e dare piena attuazione al suo principale lascito, la Costituzione Repubblicana.

Citando un intervento di Aldo Moro al Congresso DC del 1962, Citterio ha evidenziato l’attualità di quelle parole in un contesto globale in cui la democrazia viene spesso vissuta come un ostacolo dai poteri economici e dalle tecnocrazie. Ha quindi richiamato gli articoli 3, 49 e 11 della Costituzione, ribadendo la necessità di una democrazia sostanziale, partecipativa e fondata sul diritto internazionale come garanzia di pace.

La cerimonia si è conclusa con le note di “Bella ciao”, cantata dai presenti in un momento di forte intensità emotiva.
Il sindaco Manzoni ha chiuso con un impegno solenne: «Carlo, Ambrogio, Giuseppe, Virginio, Domenico, Carlo: grazie per il dono che ci avete fatto. Vi promettiamo di non dimenticare e di custodire la libertà per cui avete dato la vita, continuando a costruire, giorno dopo giorno, quella Repubblica nata anche dal vostro sacrificio».