Protesta

Oltre 250 lecchesi a Roma per manifestare contro la manovra

Diego Riva (Cgil): "Con questa mobilitazione abbiamo dimostrato che c’è una voglia diffusa di cambiamento."

Oltre 250 lecchesi a Roma per manifestare contro la manovra

Sulle note di Imagine di John Lennon e al grido “Democrazia al lavoro”  ha preso il via oggi,  sabato   25 ottobre 2025,  il corteo della Cgil a Roma al quale hanno preso parte oltre 250 persone provenienti da Lecco.

La mobilitazione contro la Finanziaria

La mobilitazione, alla quale ha partecipato la nutrita delegazione di lecchesi è stata organizzata per protestare contro la Manovra finanziaria del governo Meloni e per chiedere l’aumento di salari e pensioni, maggiori investimenti nella sanità e nella scuola, una vera riforma fiscale, per dire no alla precarietà e al riarmo. I manifestanti si sono dati appuntamento alle 13.30 in piazza della Repubblica dove il corteo è partito da per giungere poi in Piazza San Giovanni in Laterano. Complice la bella giornata di sole sono scesi in piazza in migliaia. Sabato pomeriggio i manifestanti hanno sventolato le bandiere rosse con la sigla del sindacato ma anche tante bandiere palestinesi e della pace. In prima fila a reggere lo striscione di testa, c’era il segretario generale Maurizio Landini.

Diego Riva: “Ora ci devono ascoltare”

“La manifestazione di sabato è andata molto bene – è stato il commento di Diego Riva, segretario generale della Cgil di Lecco – è stata una bella giornata di partecipazione e di democrazia. Da Lecco siamo arrivati a Roma in oltre 250 persone, un segnale importante della consapevolezza che cresce anche nel nostro territorio e fa seguito al grande coinvolgimento popolare che si è avuto allo sciopero generale indetto qualche settimana fa per sostenere l’azione umanitaria della Global Sumud Flotilla”. E ancora. “Con questa mobilitazione abbiamo dimostrato che c’è una voglia diffusa di cambiamento. Il Governo non può ignorare le migliaia di persone scese in piazza, non solo lavoratrici e lavoratori, non solo pensionate e pensionati, ma anche tante associazioni, studentesse e studenti. È un Paese intero che chiede ascolto e il messaggio è chiaro: questa Legge di Bilancio va cambiata perché non risponde ai veri bisogni delle persone, che riguardano salari giusti, fisco equo e welfare pubblico. L’esecutivo, invece, punta a sostenere il sistema economico attraverso il riarmo, continuando a tagliare le risorse per sanità e scuola. Noi continueremo a mobilitarci portando le nostre proposte concrete per un modello alternativo di sviluppo, che sia più solidale e sostenibile e che metta al centro il lavoro, i diritti e la dignità delle persone. Chi governa non può ignorare il valore di queste richieste, perché arrivano da chi, con il proprio lavoro, ogni giorno contribuisce alla ricchezza e alla crescita del Paese”.