Dopo la conferenza stampa di aggiornamento di martedì 14 ottobre 2025 Acinque è tornata sul tema del teleriscaldamento, sottolineando di “non voler in alcun modo entrare nel dibattito politico in corso” ma di ritenere importante “rimarcare le iniziative che ne documentano il know how acquisito negli anni nel settore”. Si perchè dopo l’incontro di inizoi settimana sono proseguiti, con ancor più vigore, i botta e risposta, in particolare tra Lega e Pd, in particolare sulla sulla centrale del Caleotto a Lecco.
“Il teleriscaldamento – scrive l’azienda – è infatti una delle attività strategiche e storiche del gruppo Acinque che nel settore ha consolidato competenze e una forte specializzazione, trattandosi di un vettore in linea con le aspettative e le politiche in materia di sostenibilità”.
“Abbiamo attivato e/o in gestione servizi di teleriscaldamento praticamente in tutti i territori in cui operiamo”.
L’azienda dettaglia poi le reti già operative: “A Varese, 16 chilometri di rete, la fonte del servizio è assicurata dal calore prodotto da una stazione di cogenerazione e da una centrale termofrigorifera installata nell’ospedale locale. A Como, il gruppo Acinque si è aggiudicato il servizio dopo averlo già svolto per anni per il tramite di azienda controllata. A Monza la rete, 36 chilometri, è alimentata mediante cogenerazione in partnership con BrianzAcque e il gruppo alimentare Rovagnati. A Busto, oggi 18 chilometri, è in corso l’ampliamento della rete per intercettare il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti nel termovalorizzatore di Neutalia”.
Per quanto riguarda Lecco, Acinque sottolinea che “la rete in fase di realizzazione nel territorio di Lecco, Valmadrera e Malgrate valorizza i principi dell’economia circolare, della transizione e dell’autosufficienza energetica spingendosi oltre dal punto di vista dell’alimentazione virtuosa della rete e dunque dell’impronta di sostenibilità, visto che si sostenterà principalmente sia con il calore generato dal termovalorizzatore di Silea sia con i cascami termici dell’area industriale del Caleotto”.
“Una precisazione asettica – conclude il documento di Acinque –. L’azienda non entra nel confronto politico. Ma resta come sempre a disposizione per approfondire ogni aspetto dal punto di vista squisitamente tecnico”.