Cura domiciliare: con il progetto "Safe at home" si sperimentano modelli di innovazione
Un cantiere sperimentale trasfrontaliero per il potenziamento e l'innovazione dei servizi di cura a domicilio, in particolare nelle aree periferiche, che si basa sul rafforzamento delle reti di integrazione socio sanitaria, sull'introduzione di strumenti tecnologici per il monitoraggio domiciliare e sull'innovazione nel campo della formazione

"Safe at home": questo il progetto finanziato da Interreg Italia-Svizzera presentato nella mattinata di oggi, mercoledì 26 marzo 2025, nell'Auditorium dell'Officina Badoni di Lecco. Il progetto si propone di sperimentare modelli di innovazione dei servizi di cura domiciliare per anziani e caregiver, in particolare nelle aree discoste, con un focus sull'integrazione socio-sanitaria, il telemonitoraggio e la telemedicina, l'attivazione comunitaria. Il progetto nasce all'interno di un partenariato costituito - sul fronte italiano - da Consorzio Consolida (ente capofila), Cooperativa Cosma Medici di Medicina Generale Lecco, Auser Leucum, cooperativa sociale L'Arcobaleno, e - sul fronte svizzero - Fondazione Ecap (ente capofila), Alvad, Opera Prima, che operano prevalentemente nel locarnese e nelle valli del Canton Ticino. Aderiscono al progetto Ats Brianza, Asst Lecco e il Consiglio della rappresentanza dei sindaci della Provincia di Lecco.

Cura domiciliare: con il progetto "Safe at home" si sperimentano modelli di innovazione
Dopo i saluti istituzionali della presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese, Maria Grazia Nasazzi, del sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, del sottosegretario di Regione Lombardia con delega all'Autonomia e Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, del presidente di Consorzio Consolida, Lorenzo Guerra, e della project officer dell'Autorità di gestione del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera, Silvia Lista, si è entrati nel vivo della presentazione del progetto con Raffaella Gaviano di Consorzio Consolida e Furio Bednarz di Fondazione Ecap Svizzera. Presenti alla conferenza, moderata dal giornalista Lorenzo Bonini, anche i consiglieri regionali Giacomo Zamperini e Gian Mario Fragomeli.
Il progetto - partito lo scorso 1° gennaio, il cui termine è previsto per il 30 giugno 2027 - si basa su alcune caratteristiche geografiche e di insediamento della popolazione condivise dai due territori coinvolti, così come sono condivise le sfide che si trovano a dover affrontare: da un lato l'area del Lecchese e dall'altro quella del Canton Ticino. Entrambi i territori, infatti, sono caratterizzati da aree discoste (nel Lecchese, si fa riferimento principalmente a Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Valle San Martino), ed entrambe le aree sono caratterizzate dall'aumento della popolazione anziana, dalla crescita dei bisogni correlati all'invecchiamento, resi emergenti anche a causa della rarefazione dei tessuti familiari e comunitari, dallo spopolamento delle aree interne con conseguente infragilimento delle relazioni e dalla carenza di operatori sia sul fronte sanitario che su quello sociale.

Un cantiere sperimentale trasfrontaliero che coinvolge over 65 e caregiver
"Safe at home" è quindi un cantiere sperimentale trasfrontaliero per il potenziamento e l'innovazione dei servizi di cura a domicilio, in particolare nelle aree periferiche, che si basa sul rafforzamento delle reti di integrazione socio sanitaria, sull'introduzione di strumenti tecnologici per il monitoraggio domiciliare e sull'innovazione nel campo della formazione. Per raggiungere questi obiettivi si intende quindi mettere in atto modelli di lavoro coerenti con le politiche e gli assetti dei due territori.
Diversificato quindi il target di persone a cui si rivolge il progetto: over 65 con almeno una patologia cronica e prevalentemente residenti in aree discoste, i loro caregiver, medici e infermieri, operatori sociali, assistenziali e socio sanitari e volontari.
Diversi i benefici attesi dall'esito del progetto, che ruotano intorno al miglioramento del benessere della persona anziana o fragile e dei suoi caregiver: la promozione della sicurezza al proprio domicilio (sanitaria e assistenziale), il contrasto alla solitudine, il minor ricorso all'istituzionalizzazione del paziente e, in generale, il miglioramento della qualità della vita.
Per raggiungere questi obiettivi verrà istituito un tavolo transfrontaliero per la definizione di una strategia condivisa di intervento per il sostegno alla domiciliarità ed il coordinamento delle azioni progettuali.
Il contesto territoriale della Provincia di Lecco
A tratteggiare le caratteristiche del contesto territoriale della Provincia di Lecco sono stati Ruggero Plebani, coordinatore Ufficio dei Piani degli Ambiti di Bellano, Lecco e Merate, e Marco Trivelli, direttore generale Asst di Lecco.
"Qui in Lombardia c'è una cooperativa di medici di medicina generale molto forte, ci sono tante realtà private, un volontariato organizzato ed efficace come Auser, capace di incidere sui servizi, e un'imprenditorialità sociale come Consolida: il nostro è un tessuto veramente forte - le parole di Trivelli - Stiamo cominciando a capire come la salute sia un fenomeno complesso, che non si limita alla relazione sintomo-trattamento, ma per la quale occorre un'azione socio sanitaria: oggi siamo più consapevoli di quanto la salute sia una sintesi di tante dimensioni diverse. Inoltre, noi non possiamo rispondere efficacemente al bisogno di salute: tutte le esperienze più significative di cura nascono infatti da una compartecipazione del paziente; deve essere anche il paziente a determinare la forma della cura".
Plebani ha quindi mostrato alcuni dati demografici relativi alla Provincia di Lecco: il territorio lecchese presenta un indice di vecchiaia superiore al dato nazionale e regionale, con un dato particolarmente elevato nell'Ambito di Bellano, ma con punte significative anche a Lecco e Merate. Nel territorio provinciale sono presenti in tutto 24 Rsa e 7 centri diurni integrati. Tuttavia, mentre le Rsa garantiscono un'ampia copertura del territorio, i centri diurni integrati sono quasi esclusivamente concentrati nell'area dell'Ambito di Lecco, lasciando del tutto scoperto il Bellanese. L'età media dei frequentanti dei centri diurni si attesta intorno agli 82 anni. "Nell'invecchiamento - conclude Plebani - ci sono tanti aspetti che vanno valorizzati. La nostra è una cultura che parla di bisogni; solo in questi ultimi anni il focus è stato riposto anche sul desiderio, che è il vero motore dei cambiamenti". D'altronde, come recita una poesia di Franco Arminio proiettata da Plebani, "Spesso gli uomini si ammalano per essere aiutati. Allora bisogna aiutarli prima che si ammalino. Salutare un vecchio non è gentilezza, è un progetto di sviluppo locale".

La conferenza si è conclusa con una tavola rotonda che ha visto confrontarsi i rappresentanti dei partner coinvolti nel progetto: Lorenzo Guerra di Consorzio Consolida, Claudio Dossi di Auser Leucum, Marco Magri di Cosma Cooperativa Mmg Lecco, Desiree Bonacina della cooperativa sociale L'Arcobaleno, Nicola Martino di Ecap Ticino Unia, Gabriele Balestra di Alvad e Fulvio Manghera di Opera Prima. Infine, l'intervento del presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci della Provincia di Lecco, Emanuele Manzoni, ha chiuso l'incontro.

Le autorità presenti:

Maria Grazia Nasazzi

Lorenzo Guerra

Mauro Piazza
