Impresa… da brividi: nuota nel ghiaccio per 80 metri VIDEO

Protagonista dell'avventura il lecchese Paolo Chiarino.

Casatese, 22 Maggio 2018 ore 11:30

Impresa… da brividi: nuota nel ghiaccio per 80 metri. Protagonista dell’avventura il lecchese (di Cremella) Paolo Chiarino.

 

Nuota nel ghiaccio

Non è un thriller, ma i brividi corrono lungo la schiena anche solo ad ascoltarlo. «Sono andato a nuotare – racconta Paolo Chiarino – dentro il ghiacciaio di Hintertux in Austria. Ho nuotato in un canale all’interno del ghiacciaio lungo 80 metri che ho percorso andata e ritorno con una temperatura dell’acqua ed esterna di 0 gradi».
Il ghiacciaio si trova a un’altezza di 3.200 metri.

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Il racconto

«E’ stata una delle esperienze più incredibile della mia vita – prosegue il Cremellese, numero in Italia della disciplina del nuoto invernale – Ho nuotato in alcuni dei posti più freddi e strani del mondo ma non avrei mai immaginato di poter nuotare dentro un ghiacciaio. Già la visita all’interno del ghiacciaio è stata molto emozionante ma la nuotata è unica. Ho avuto la fortuna che mi autorizzassero a nuotare per tutta la lunghezza del canale. Il canale ha una profondità che varia da 50 cm a 30 metri ed in alcuni punti è particolarmente buio».

Brrrrr, che freddo

«Ho nuotato per circa 3 minuti e non di più, anche se al Circolo Polare Artico nel 2015 avevo nuotato 18 minuti nell’acqua a 0 gradi, in quanto il recupero fisico non era dei più agevoli. Non avevo locali riscaldati, come normalmente avviene, ma dovevo cambiarmi dentro il ghiacciaio e poi risalire in superficie attraverso cunicoli con ripide scale a pioli. Vorrei ringraziare i miei amici: Karen, Thomas e Moreno che mi hanno accompagnato e sostenuto in questa nuova esperienza».

La nuova sfida

Ma la vera impresa deve ancora arrivare. «Questa avventura mi serve come preparazione per la più impegnativa e difficile impresa che dovrò affrontare a novembre del 2018. Sono infatti stato selezionato per essere uno dei 12 nuotatori al Mondo che tenteranno di nuotare 1.000 metri in Antartide con temperatura dell’acqua sotto lo zero e naturalmente senza muta. Purtroppo questa trasferta è molto costosa e, pur facendo parte di un progetto medico-scientifico importante sullo studio dell’ipotermia, non sono previsti aiuti per gli atleti. Sono quindi alla ricerca di sponsor che mi aiutino a sostenere l’impegno economico necessario. Essendo però l’Ice swimming uno sport poco conosciuto la ricerca fino ad adesso non ha prodotto risultati».

 

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