Grinta Chimienti: “Arbitrare forma il carattere, anche se ti insultano”

La pallacanestro è la grande passione della calolziese

Grinta Chimienti: “Arbitrare forma il carattere, anche se ti insultano”
Lecco e dintorni, 01 Dicembre 2017 ore 15:30

Grinta Chimienti, giocatrice della Lecco Basket Women e arbitro

Laura Chimienti, giocatrice e arbitro

La pallacanestro è la grande passione di Laura Chimienti, 18enne nata a Lecco e residente a Calolziocorte, dove ha cominciato a fare i conti con la palla a spicchi. «Ho iniziato a giocare a basket all’età di 9 anni, nel Calolzio minibasket – racconta la giocatrice della Lecco Basket Women, studentessa al quinto anno del liceo economico sociale Maria Ausiliatrice di Lecco – Ho cominciato perché avevo alcuni amici che giocavano, inoltre mio papà è sempre stato appassionato e mi ha insegnato le cose basilari, facendomi così innamorare del basket». Fino ad approdare nella prima squadra della neonata società lecchese. «Ho giocato nel mini basket a Calolziocorte, allenata da Simone Lo Martire, poi ho fatto la trafila di tutte le giovanili fino all’anno scorso a Monte Marenzo, sempre allenata da Simone».

“Insultata? Sì, ma vado avanti a testa alta”

Quando hai deciso di indossare la divisa dei «grigi»? «Ho iniziato a metà della prima superiore. Avevo già arbitrato qualche partita di esordienti prima ancora di fare il corso e mi piaceva, così quando Patrizio Confalonieri mi ha arbitrata e mi ha proposto di fare il corso, ho accettato». Che livello hai raggiunto col fischietto al collo? «Arbitro fino alla serie D maschile e nella serie C femminile».
Ti aiuta il fatto di essere giocatrice? «Sì, perché essendo in contatto col campo è più facile cogliere le situazioni di gioco e anche come comportarsi coi giocatori». Sei una giocatrice che protesta? «No, al massimo chiedo dei chiarimenti».  Invece come arbitro come ti giudichi? «Non mi giudico, lascio che siano gli altri a giudicare. E lascio parlare il campo».  Sei mai stata insultata o comunque hai vissuto momenti difficili sul campo? «Sì, non molti, ma è capitato! Sono momenti in cui sicuramente viene voglia di smettere… Ma sono sempre andata avanti a testa alta, superando tutti queste situazioni critiche, anche con l’aiuto di mio papà e di altre persone a me vicine».

“Mi dicono che sono brava e tosta”

Le gratificazioni maggiori che ha avuto invece? «Ricevo diversi complimenti: mi dicono che sono brava, tosta e decisa. Un allenatore mi ha detto che sono una delle migliori della zona due anni fa e a volte anche qualche giocatore lo ribadisce».
Consiglieresti l’esperienza di arbitro? «Sì, perché forma il carattere e fa crescere. Arbitro da quattro anni e anche grazie all’arbitraggio, sono quella che sono ora».

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