Lettere al Giornale

Parcheggi. "I rioni sono in sofferenza ma non di può chiedere ai vigili di chiudere un occhio"

Intervento sul caso di Acquate e non solo

Parcheggi. "I rioni sono in sofferenza ma non di può chiedere ai vigili di chiudere un occhio"
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Cara Prima Lecco

Leggo il comprensibile scoramento del lettore Giuseppe Galbusera abbonato alle multe per divieto di sosta ad Acquate, tantopiù perché il suo è un intervento pacato.

Non credo però nel breve si possa fare molto per risolvere il problema della carenza di parcheggi ad Acquate e in generale nei rioni e certo non (si) può chiedere ai Vigili di non passare.

Chissà se il vecchio piano di lottizzazione dell’area ex Logaglio, recentemente presentato dagli operatori privati e dalla Giunta,  con tra le azioni – 2 palazzine 47 unità abitative box privati e palestra pubblica – vede quella di 30 posti in un nuovo parcheggio pubblico, possa in futuro mitigare sensibilmente il problema.

Ad oggi, per tornare allo scoramento del signor Galbusera, credo che la sua critica per la risposta del Sindaco Gattinoni sia però eccessiva, infatti, questa volta, mi pare abbia risposto almeno parzialmente correttamente, avendo il lettore, come ricorda lui stesso, già trovato ascolto con il comando della Polizia locale. Certo il Sindaco avrebbe potuto proporre certamente un incontro con l'assessora alla mobilità Renata Zuffi, essendo il tema non solo personale, ma “capisco” anche che se non si ha idea di che risposta dare a un cittadino si eviti di incontrarlo.

Essendo però evidentemente una problematica non solo individuale, avanzo il suggerimento come forse già a conoscenza del lettore stesso, che domani ha l'occasione perfetta per ribadire il caso direttamente, essendo in programma l'incontro pubblico sulla viabilità al Centro Sociale Pertini con amministratori e tecnici.

Certo non ci saranno parcheggi nemmeno lì e i bus per tornare a casa non ci saranno nemmeno loro però chissà che possa essere una possibilità.

I rioni sono infatti in difficoltà di spazi e soluzioni e  se non vi son aree da dedicare al parcheggio pubblico, se non svendendo ai privati permessi di costruzione e rigenerazione immobiliare e finanziaria, la strada è almeno quella di offrire servizi ai cittadini cercando tra le soluzioni possibili quella di bus navetta, gestione differente dei silos  e, non di meno, un servizio pubblico di trasporto urbano decisamente più adeguato di quello odierno, perché, per tornare all’inizio della lettera del signor Galbusera, non si può chiedere come soluzione quella di chiudere un occhio o tutti e due ai vigili.

Paolo Trezzi

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