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Cos'è la Pratica Collaborativa?

Cos'è la Pratica Collaborativa?
09 Giugno 2020 ore 08:01

La Pratica Collaborativa è un metodo non contenzioso di risoluzione delle controversie, in particolare, di quelle di natura familiare che è stato creato negli Stati Uniti d’America nel 1990. La finalità di questo strumento è di trovare un accordo nei procedimenti di separazione, di divorzio di affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio. Ciascuna delle parti ha un proprio legale mentre è di solito presente un facilitatore che aiuta a gestire l’intera procedura. Se necessario, possono essere chiamati altri professionisti, ad esempio, un commercialista, un esperto dell’età evolutiva etc.

La caratteristica principale di questo strumento è il cosiddetto mandato limitato: tutti i professionisti che partecipano a questa procedura si obbligano per iscritto a non seguire le parti in un eventuale procedimento contenzioso (che potrà/dovrà essere instaurato nel caso in cui non venga trovato un accordo). Questo limite, in realtà, garantisce un confronto aperto che può avere come unico sbocco un accordo condiviso tra tutti gli attori di questa procedura.

La Pratica Collaborativa si regge su pochi e chiari principi:

a) la buona fede che è il principio guida dell’intera procedura e che deve ispirare la condotta delle parti, dei loro legali e degli altri professionisti coinvolti.

b) la trasparenza che è l’obbligo contrattuale posto a carico di ciascuna parte, di condividere con l’altra qualsiasi informazione e/o documento rilevante, a prescindere da una specifica richiesta.

c) la riservatezza di tutti i documenti e delle informazioni apprese e condivise durante il percorso collaborativo che non potranno essere utilizzati in un successivo giudizio.

d) mandato limitato dei professionisti coinvolti che non potranno assistere le parti in un eventuale giudizio.

Tutti questi principi e gli obblighi che ne derivano sono inseriti nell’Accordo di Partecipazione che le parti devono sottoscrivere e si impegnano ad osservare. L’AIADC (Associazione Italiana Professionisti Collaborativi) riunisce gli avvocati, i facilitatori, i commercialisti etc che, dopo aver partecipato ad un corso di formazione, sono stati abilitati alla Pratica Collaborativa (ogni professionista collaborativo, inoltre, deve costantemente seguire dei corsi di aggiornamento).

L’avv. Andrea Bonaiti è iscritto all’AIADC ed è, quindi, abilitato ad assistere i propri clienti in un procedimento collaborativo. La percentuale di successo di questo strumento di ADR (Alternative dispute resolution) è molto alta, così come il grado di soddisfazione dei clienti.

Avv. Andrea Bonaiti

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