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Teleriscaldamento: "Cambia" vuole un referendum

L’iniziativa, presentata da Daniele Vanoli, riaccende i riflettori su un tema molto caldo a Calolziocorte

Teleriscaldamento: "Cambia" vuole un referendum
Politica Valsassina, 12 Aprile 2022 ore 15:11

Un ordine del giorno per anticipare e orientare le decisioni del Consiglio Comunale in tema di teleriscaldamento. È questa l’ennesima iniziativa sul tema del gruppo civico di minoranza “Cambia Calolzio” che, come sottolineato nella nota stampa diffusa dal gruppo, vista la presenza nel documento programmatico dell'attuale maggioranza del Referendum come strumento da utilizzare per richiamare le persone di Calolziocorte a una partecipazione maggiormente inclusiva, ha predisposto un primo atto di avvio della stagione referendaria attraverso il deposito di un ordine del giorno specifico, sottoscritto da tanti e tante cittadine, che anticipi e orienti le decisioni dal consiglio comunale attraverso un referendum consultivo sul tema del teleriscaldamento.

Teleriscaldamento: "Cambia" vuole un referendum

L’iniziativa, presentata da Daniele Vanoli, riaccende i riflettori su un tema molto caldo a Calolziocorte già dagli scorsi mesi, quando la  società Varese Risorse aveva presentato una proposta di Project Financing all’Amministrazione comunale per la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento alimentato dalla Cartiera dell’Adda.


Sono diversi i punti che Cambia Calolzio ha individuato come da di discutere e sottoporre al parere sovrano dei cittadini: “Siamo consci del fatto - commenta Vanoli - che non possiamo prendere una decisione di così lungo respiro senza interloquire con i cittadini di Calolziocorte, per questo vogliamo condividere alcuni tempi per dare la parola proprio a loro”.

La concessione

Sotto la lente d’ingrandimenti, in primis la durata della concessione (35 anni), giudicata troppo poco vantaggiosa per il fatto che, una volta terminata, il concessionario consegnerà al concedente, qualora non ci fosse un adeguato revamping, un impianto obsoleto.
“Non riteniamo che reti di cosiddetta 3° generazione (temperatura di esercizio 80/90°) - spiegano dal gruppo - siano in questo momento le migliori soluzioni per lo sviluppo di un'economia circolare dedita alla de-carbonizzazione. Operare su temperature “neutre” ossia dai 15° ai 30°, proprio come si evince dagli studi relativi alle reti di teleriscaldamento di 5° generazione, ridurrebbero le perdite e consentirebbero la raccolta di calore residuo a bassa temperatura”.
Spazio poi al tema dell’efficientamento energetico degli edifici pubblici, sui quali Cambia Calolzio crede si si possa e si debba fare di più, anche senza aspettare i progetti di finanza del privato di turno, investendo su sistemi che possano abbattere l'impronta ecologica degli edifici stessi.
Dei 740 appartamenti censiti nella proposta di project financing non è poi chiaro, secondo Vanoli, quante siano le caldaie che si andrebbero a sostituire, a pieno regime, grazie al TLR.

“In questo caso, - spiega - preferiremmo che l'intervento pubblico andasse nella direzione del supporto alla sostituzione degli impianti privati, promuovendo una politica di prossimità volta all'avvicinare nuovamente i cittadini alla “cosa pubblica” interpretando al meglio anche il concetto delle comunità energetiche recentemente sbarcato anche sui nostri banchi”.

Guardando al futuro invece, la discussione si sposta sul tema del gas

“Nel complesso scenario bellico che si staglia poco lontano dal cuore della vecchia Europa, - spiegano - stiamo assistendo anche ad una “guerra per il gas” che fa seguito alle pesanti bollette recapitateci nei mesi scorsi dagli operatori di turno. In secondo luogo, nella convenzione è stata inserita una postilla (ART. 8 comma 1) atta a garantire una libera scelta di vettore energetico legittima da parte del Comune, non considerando in egual modo i privati cittadini residenti nei condomini censiti”.
Infine, sempre guardando allo schema di convenzione, ad essere contestate sono anche le penali previste per disservizi ad impianti siti in edifici definiti dal committente e/o di interesse pubblico. “Pur difendendo il passaggio sopra descritto, - conclude Vanoli - si sottolinea il fatto che tutti i privati cittadini che subiranno eventuali disservizi non godranno di quote fisse di penali corrisposte”.

Luca de Cani

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