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Sfida a tre al Pirellone: Maroni, Gori e Violi

Il Centro farà la differenza negli equilibri.

Sfida a tre al Pirellone: Maroni, Gori e Violi
Politica 30 Dicembre 2017 ore 08:00

Sfida a tre al Pirellone: Maroni, Gori e Violi. Tutte le indiscrezioni del momento.

Corsa a tre: i sondaggi

I centristi saranno l’ago della bilancia nell’appassionante sfida tra Roberto Maroni, Giorgio Gori e Dario Violi. La corsa alla presidenza di Regione Lombardia sarà avvincente. Lo dicono anche i sondaggi. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Ipsos, commissionato durante le festività natalizie dal Pd lombardo: stando a queste intenzioni di voto il governatore lombardo verrebbe riconfermato con il 43% dei consensi, mentre il sindaco di Bergamo si attesterebbe al 37% e il candidato del M5S al 20%. Ipsos conferma che il distacco tra Maroni e Gori si sta accorciando (nel 2013 il candidato presidente del centrosinistra Umberto Ambrosoli partiva da un gap di 12 punti e alla fine raccolse il 38,2% dei consensi contro il 42,8% dell’ex ministro della Lega). Ma sta pagando anche la macchina organizzativa di Gori che ha già iniziato da tempo la sua campagna elettorale. E in un quadro così incerto i moderati saranno l’ago della bilancia. Un centro che somiglia sempre più alla fenice, capace di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.

 

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Moderati al centro della scena

Nelle ultime settimane sono stati proprio i moderati ad animare la vita politica. A partire da Lombardia Popolare che al Pirellone conta su due assessori (Luca Del Gobbo e Mauro Parolini), un sottosegretario (Daniele Nava), il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il capogruppo Alessandro Colucci e i consiglieri Mauro Piazza e Angelo Capelli. I centristi lombardi hanno sempre sostenuto Maroni, mentre a livello nazionale facevano riferimento con qualche mal di pancia all’Ncd di Angelino Alfano che invece ha appoggiato gli ultimi Governi di centrosinistra. Il gruppo lombardo è letteralmente imploso. I moderati si sono divisi in tre. Una parte con Piazza e Nava a settembre ha aderito a Energie per l’Italia, il nuovo movimento di Stefano Parisi. A fine novembre ha costituito il gruppo regionale coinvolgendo due consiglieri di Forza Italia: Alberto Cavalli e Sabrina Mosca. Il loro obiettivo è quello di restare nel centrodestra e dare vita a una formazione più inclusiva.

Noi per l'Italia

Un altro pezzo poco prima di Natale (Colucci, Cattaneo, Del Gobbo e Parolini) ha aderito a Noi con l’Italia, il nuovo soggetto politico di Maurizio Lupi nato dopo la scelta di Alfano di ritirarsi sull’Aventino. La decisione in extremis di salire sul carro di Lupi e di costituire il nuovo gruppo regionale permetterà loro di evitare di raccogliere le 20mila firme necessarie per presentare il proprio simbolo alle regionali. Anche durante questi giorni di festività Lupi e Parisi stanno dialogando per dare vita a una formazione più ampia a livello nazionale e lombardo. Lo scopo è  coinvolgere personaggi come Raffaele Fitto, Flavio Tosi, Roberto Formigoni e Giancarlo Cesana.

Indiscrezioni a tutto campo

Gli ex alfaniani stanno poi cercando un accordo con la Lista Maroni che nel 2013 raccolse il 10% dei consensi, nonostante la strada sia piena di ostacoli e veti incrociati. La terza e ultima parte ha visto Angelo Capelli entrare a far parte della squadra di Gori. Bergamasco, cattolico, ex sindaco di Ponte Nossa, consigliere regionale di Lombardia Popolare e relatore della riforma sanitaria voluta da Maroni, rappresenta una carta importante da giocare per il centrosinistra guidato dal fondatore di Magnolia.