Rifiuti Lombardia: limite sui ‘fuori Regione’. Sì a economia circolare e innovazione

La direzione intrapresa dal Pirellone in materia è chiara: verso una maggiore autosufficienza. Ecco tutte le novità in programma per la gestione dei rifiuti.

Rifiuti Lombardia: limite sui ‘fuori Regione’. Sì a economia circolare e innovazione
Lecco e dintorni, 17 Febbraio 2020 ore 13:13
Regione Lombardia, nel 2020, ha approvato l’Atto di indirizzo in materia di programmazione della gestione dei rifiuti e delle bonifiche. L’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo ha spiegato:
“Con questo piano si supera l’idea del rifiuto, dello scarto che è stata un’idea tipica del vecchio modello industriale e si guarda all’intera filiera economica e ambientale con l’obiettivo di attivare una vera economia circolare“.
Grande soddisfazione del Gruppo Lega per il “Piano verso l’economia circolare”, che impone anche limiti precisi ai rifiuti provenienti da fuori regione, nonché attenzione all’innovazione.
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Rifiuti in Lombardia: tetto per quelli provenienti da fuori Regione

La Lega su questo punto è categorica e pone l’accento sui risultati virtuosi che la Lombardia può vantare anche nell’ambito della gestione dei rifiuti, nonché degli ottimi numeri raggiunti grazie alla collaborazione dei cittadini con la raccolta differenziata.
“C’è però un argomento che deve far riflettere: il progressivo aumento dei costi di smaltimento e dunque anche delle imposte pagate dai contribuenti lombardi. Il motivo è presto spiegato: grazie alla legge Sblocca Italia, approvata durante il governo Renzi, i nostri termovalorizzatori devono accollarsi i rifiuti di tutta Italia, in particolare di quelle Regioni che, non avendo saputo programmare, vivono da decenni in una eterna emergenza. Questo ha generato un pesante e crescente rincaro dei costi di conferimento agli impianti.” Sottolineano i membri lombardi del Carroccio.

Non solo economia circolare. Verso una maggiore indipendenza

I leghisti esprimono anche preoccupazione per i risvolti che questo “sovraccarico” di rifiuti avrebbe sull’inquinamento ambientale del nostro territorio, portando i lombardi a “Pagare un prezzo molto alto sull’altare della finta solidarietà e delle mancate responsabilità. In questo contesto la Lombardia cerca di far valere le proprie ragioni e di compiere ulteriori passi avanti nel miglioramento del proprio sistema di gestione.”

Dati d’eccellenza

Il “Piano verso l’economia circolare” approvato dal Consiglio Regionale, introduce parecchie novità in materia, ottemperando agli obiettivi fissati da l’Unione Europea. La Lega si focalizza come alcuni di questi siano già stati raggiunti e superati dalla nostra Regione:
“l’Europa chiede di arrivare entro il 2025 al 55% della raccolta differenziata, la Lombardia è già al 70%; l’Unione Europea fissa l’obiettivo dello smaltimento in discarica al di sotto del 10%, la nostra Regione è allo 0,5%. E via di questo passo. Il piano approvato dal Pirellone, grazie al voto indispensabile del gruppo Lega, consentirà il miglioramento di tutti i parametri oltre ad introdurre alcune innovazioni.”

Le innovazioni: modello lombardo “da esportazione”

Quali saranno dunque le innovazioni che si punta ad introdurre sul territorio in tema di gestione dei rifiuti? La promozione del sacchetto di carta per la raccolta dell’umido, lo stoccaggio delle bottiglie di plastica ai fini del loro riciclo e riutilizzo, la tutela della rete ecologica regionale sono alcune delle nuove voci.
“Senza dimenticare un punto fondamentale: il provvedimento pone limiti precisi ai rifiuti provenienti da fuori regione, rilanciando con forza il principio dell’autosufficienza, con l’auspicio che il modello lombardo possa essere finalmente adottato anche nel resto del Paese”, ribadisce il Carroccio. 

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