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Ius Soli la Lega ha raccolto 1000 firme nel week end per dire no FOTO

Falvio Nogara: "Per noi prima vengono gli italiani e riteniamo che la cittadinanza non la si debba regalare".

Ius Soli la Lega ha raccolto 1000 firme nel week end per dire no FOTO
Politica Lecco e dintorni, 04 Dicembre 2017 ore 09:13

Durante il fine settimana la Lega Nord ha promosso una serie di gazebo sul territorio per raccogliere le firme contro lo Ius Soli. 1000 i cittadini che hanno appoggiato l'iniziativa firmando ai banchetti del Carroccio.

La Lega dice no  allo Ius Soli

"La Lega Nord per ora è riuscita a fermare lo IUS SOLI imponendo alla maggioranza di governo uno STOP" spiega il segretario provinciale Flavio Nogara. "Ma questo argomento non verrà dimenticato. Anzi la sinistra a più riprese sta confermando che il provvedimento sarà un obbiettivo da raggiungere, anche se probabilmente solo dopo le prossime elezioni, e non prima per paura di perdere troppi voti su questo tema. Ciò che è certo è che lo IUS SOLI per la sinistra sarà un pilastro della propria azione di governo se dovessero vincere le prossime elezioni".

 

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La cittadinanza

Nessuna apertura invece da parte della Lega. "La Lega Nord al contrario si è opposta e si opporrà anche in futuro con tutte le proprie forze, perché per noi prima vengono gli italiani e riteniamo che la cittadinanza non la si debba regalare, ma la si debba conquistare. La cittadinanza può essere richiesta ma dev’essere ottenuta solo da chi la desidera e la merita veramente".

I numeri di Nogara

"Molti non lo sanno, ma nel 2016 l’Italia è stato il Paese europeo che ha concesso più cittadinanze. La legge attuale quindi funziona e non c’è bisogno di cambiarla" dice il segretario del Carroccio lecchese. E ancora. "Tra l’altro i bambini stranieri residenti hanno già gli stessi diritti dei minori italiani: il diritto alla salute o all’istruzione, per esempio, derivano dalla residenza, non dalla cittadinanza.Inoltre chi vuole la cittadinanza italiana deve innanzitutto conoscere e rispettare le leggi e la cultura del Paese che lo ha accolto. La cittadinanza non è e non deve essere uno strumento per integrarsi, bensì l’approdo finale di un percorso di integrazione!

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