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I retroscena dietro al passo indietro di Zamperini e gli screzi con La Russa AUDIO

La versione ufficiale prefigura una sorta di promozione... in quella ufficiosa i vertici del partito hanno chiesto la testa del lecchese.

I retroscena dietro al passo indietro di Zamperini e gli screzi con La Russa AUDIO
Politica Lecco e dintorni, 02 Novembre 2018 ore 11:41

Il passo indietro di Giacomo Zamperini ha due versioni: una ufficiale e una seconda ufficiosa. Il leader locale di Fratelli d'Italia ufficialmente ha lasciato l'incarico di portavoce lecchese per dedicarsi al partito lombardo, come recita il comunicato diffuso ieri, giovedì 1 novembre: "In accordo con il Presidente Nazionale del partito, l'onorevole Giorgia Meloni, è stato chiesto al Portavoce Provinciale di Lecco, Giacomo Zamperini, di potersi dedicare con ancora maggiore impegno e presenza all’attività politica regionale di Fratelli d’Italia in Lombardia e, conseguentemente, l’attuale Portavoce ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico locale".

La "versione" di Zamperini

«Sono molto grato per l’apprezzamento dimostratomi da Giorgia e dai vertici del partito, ringrazio anche la nostra Portavoce Regionale, l’onorevole Daniela Santanchè, per avermi coinvolto nella dirigenza regionale di FDI - dichiara Zamperini nella nota -. In questi anni, il partito sul territorio è cresciuto molto, quadruplicando i voti alle scorse elezioni del 4 marzo, rispetto al 2013. Abbiamo aggregato persone capaci e tenaci, amministratori e dirigenti politici di alto livello e persone che, assieme a me, hanno aderito ai requisiti che ci contraddistinguono e ci caratterizzano; seguendo quella che io chiamo semplicemente la regola delle tre“C”: competenza, coerenza e coraggio. Lascio un partito in salute, cresciuto esponenzialmente nel corso di questi anni, un movimento giovanile del quale sono particolarmente orgoglioso ed un gruppo di persone straordinario dalle quali ho ricevuto più di quello che ho donato. Ringrazio anche tutti coloro che mi hanno accompagnato in questa bellissima avventura nel partito a Lecco, condividendo con me le gioie e i dolori, con la consapevolezza che – come è giusto che sia - questa esperienza non finirà certo oggi. Infatti, lascio la guida di questo meraviglioso gruppo umano e politico in buone mani: il mio non è un passo indietro, ma un passo di lato. Resterò una vigile sentinella, dedicandomi ancora più energicamente a costruire un’alternativa di governo per la nostra città, per Lecco, che soffre purtroppo la malagestione ed il malgoverno della sinistra targata PD. Sono e sarò sempre a disposizione dei cittadini che avranno bisogno del mio intervento, con semplicità e senza filtri, come ho sempre fatto. Vivo la politica come un servizio alla mia comunità e perciò le persone per bene troveranno sempre in me un valido alleato. Ora guardiamo avanti verso le nuove sfide che ci attendono. Infine, ripensando alla prima volta in cui ho messo piede nella sede del mio partito a quindici anni, mi dedicherò con ancora più forza a realizzare il sogno che da sempre ho nel cuore: veder tornare molti giovani ad appassionarsi alla politica sul territorio!».

I rumors

Poi, come avviene quasi sempre in politica, c'è anche la versione ufficiosa. Cioè che Zamperini sarebbe stato allontanato dalla carica di portavoce di FDI a Lecco per aver spaccato in due il movimento - già ridotto a consensi da prefisso telefonico - per la sua incapacità di essere inclusivo nell'area della destra, per essere stato protagonista di iniziativa singolari (ricordiamo unico candidato alle comunali con il faccione che campeggiava sui manifesti, ma che nonostante ciò è rimasto escluso da Palazzo Bovara) e, dulcis in fundo, per non aver colto i segnali di apertura di Giorgia Meloni al recente convegno nazionale di Atreju. Il Nostro non solo ha avuto l'ardore di intervenire alla festa nazionale della destra italiana (come dimostra l'audio allegato, ndr) ma ha pure preso lucciole per lanterne tanto da meritarsi una dura reprimenda da parte di Ignazio La Russa. Ultima di una serie di uscite poco opportune che avrebbero convinto i vertici nazionali del partito - Meloni e La Russa, appunto - a chiedere la testa di Zamperini... Come è avvenuto.