Elezioni Lecco 2020

Gigi Gianola: “La vera novità di queste elezioni è Peppino Ciresa”

L'ex dg della Compagnia delle Opere spiega perché, in vista del ballottaggio, ha deciso di "mettere la faccia" per il candidato del Centrodestra: "Questione di programma, ma soprattutto di metodo"

Gigi Gianola: “La vera novità di queste elezioni è Peppino Ciresa”
Lecco e dintorni, 29 Settembre 2020 ore 19:32

Gigi Gianola: più di un semplice testimonial per Peppino Ciresa. Ma non (ancora) un assessore in pectore della Giunta che il candidato sindaco del Centrodestra ha detto  annuncerà solo il giorno dopo aver vinto le elezioni. L’ex direttore della Compagnia delle Opere, premanese da un triennio di stanza a Lecco con moglie e cinque figli, esponente di Comunione e Liberazione che sin dal principio è apparsa spaccata in due, ha spiegato questo pomeriggio, lunedì 28 settembre, in conferenza stampa, perché lui sta con Ciresa.

Gigi Gianola: Ho scelto di metterci la faccia”

“Fino a qualche mese fa non mi sarei mai aspettato di essere qui. Ho scelto di metterci la faccia dopo aver attentamente seguito tutta la campagna elettorale. Non mi sono perso un dibattito, ho studiato i programmi delle due coalizioni” ha premesso Gianola. “La vera differenza non sta nei candidati, tutte e due brave persone, ma nell’approccio alle questioni che è emerso in queste settimane. Una sostanziale differenza di concezione e di metodo”.  Conclusione: “la vera novità di queste elezioni è Peppino Ciresa”.

La partenza di Gattinoni

Retroscena già noto:  lo scorso inverno,  l’ex dg della Cdo aveva fatto una bella “chiacchierata” con Gattinoni che all’epoca stava ancora sondando il terreno prima di lanciarsi nell’avventura. Gianola non gradì affatto sapere, poco dopo, da Facebook, che il dado era stato tratto, ma soprattutto che il passo era avvenuto sotto l’ala di un partito. “Era il 13 dicembre, ricordo il post del Pd che annunciava la candidatura di Gattinoni. Ne discussi poi sia con lui che con altri amici: se mi parli di un progetto civico e poi partiamo con questo, non va bene” ha chiosato l’esponente ciellino.

“Questione di approccio”

In seguito, durante la campagna elettorale, si sono inanellati altri momenti che hanno fatto storcere il naso a Gigi Gianola. “Non è un problema di  persone, che sono tutte brave persone e ci mancherebbe. Né di intenzioni, tutte buone” premette. La questione sta nel manico, o nel metodo che dir si voglia: “Gli elettori lecchesi devono essere consapevoli che la loro scelta determinerà una svolta, in un senso più che nell’altro, nel modo di intendere il rapporto tra l’istituzione e la comunità. Per questo li invito a leggersi con attenzione i due programmi come ho fatto io. Ci vorrà, si è no, un’ora”.

E spiega con riferimento a Gattinoni: “Non condivido il concetto per cui il sindaco deve ‘creare una comunità’. Così si è espresso a proposito del Patto educativo che c’è nel suo programma. E’ una frase che sembra buttata lì, ma sotto c’è un modo preciso di concepire il ruolo del sindaco che non condivido. Ben diverso lo spirito con cui Peppino intende il compito: il suo programma  nasce davvero dal basso e guarda alla realtà per quella che è per mettersi al suo servizio”.

Le scuole paritarie

Primo esempio concreto portato da Gigi Gianola: le scuole dell’infanzia. “Gattinoni sottolinea la forte disparità tra l’offerta educativa delle paritarie, che in città sono 15, e quella delle materne pubbliche, solo cinque. Per concludere che si tratta di un sistema vulnerabile: se le scuole private dovessero chiudere perché non ce la fanno, le statali non basterebbero e il servizio alle famiglie verrebbe meno. La sua soluzione? Un piano per aprire una nuova sezione pubblica all’anno. Nessuna volontà di sostenere le paritarie che già esistono. Dimenticando che il privato è sempre più performante  del pubblico. A riprova – conclude Gianola – io ho due figlie che frequentano il Manzoni che adesso (il nuovo edificio non è ancora stato ultimato, ndr) si ritrovano a fare lezione a casa, a distanza”. Diversamente: “I cittadini dovrebbero essere messi nelle condizioni di scegliere a quale scuola mandare i loro figli. Ed è ora di superare il gap ideologico che contrappone pubblico a privato”.

Tema cruciale per Lecco: il lavoro

Gigi Gianola è quindi passato ad argomentare il proprio pensiero sul tema che ritene cruciale per lo sviluppo di Lecco: il lavoro. “In città abbiamo diverse aree produttive dismesse  per le quali non si è riuscito a fare nulla negli ultimi dieci anni. Non per malgoverno dell’Amministrazione comunale, ma perché non c’è sensibilità ai temi veri del lavoro. Che non viene inteso come  l’elemento capace di generare la vera  ricchezza economica e sociale. Perdura l’idea di assistenzialismo alla base del Reddito di cittadinanza.  Ma se lo concepisci così, pur con tutte le buone intenzioni, sarà difficile innescare un intervento costruttivo”. Occorrerebbe invece trovare investitori per quelle aree: “Bisogna scommettere sulla libertà e sulla responsabilità di chi investe. Cambiamo finalmente il paradigma costruito a tavolino e calato dall’alto come fa la Sinistra”.

Una città attrattiva per le aziende e i lavoratori

Altro problema del lavoro, sottolineato da Gianola con tre termini anglosassoni: il “mismatch”, ovvero l’incontro tra domanda e offerta; la “attraction”  che  una azienda è in grado di esercitare per reperire personale competente; la “retention”, la capacità che la azienda ha di trattenere i lavoratori sulla cui formazione ha investito. Ma cosa può fare un’Amministrazione comunale per favorire la ricerca di nuovi talenti senza i quali il tessuto produttivo lecchese non può svilupparsi? “Tanto, a partire da piccole cose che nel programma di Ciresa ci sono –  la risposta di Gianola – Una città bella, con un ambiente e servizi che funzionano, attraggono talenti, ma anche le loro famiglie.  Un’azienda in un ecosistema che non funziona, non può avere successo”. Lecco può candidarsi ad essere “una piccola perla” capace di  far tornare i cervelli fuggiti all’estero.

“Flessibilità non significa per forza precarietà”

Flessibilità: “Nel mondo del lavoro è ormai necessaria. Siamo tutti destinati ad essere precari” ha esordito con realismo Gianola, che oggi è lavora come manager per una multinazionale operante nel settore della ricerca di personale.  “Ma  la flessibilità va intesa con un’accezione diversa, non solo negativa come succede oggi”.  Certamente il problema concreto, oggi, è che senza uno stipendio fisso risulta impossibile accedere a mutui e finanziamenti che consentano a una giovane famiglia di costruirsi un futuro. E la crisi economica scoppiata con la pandemia ha cancellato posti di lavoro esponendo alla precarietà un numero crescente di lavoratori.   “Per il ricollocamento dei quali vale essenzialmente la cosiddetta employer ability, la capacità di offrirsi al mondo del lavoro con le competenze e l’esperienza maturate. Se queste non sono sufficienti occorre implementarle. E questo chiama in causa le scuole di formazione. Anche per questo Lecco, con la sua storia, può candidarsi a diventare un fiore all’occhiello”.

Gigi Gianola assessore in pectore?

A fronte di queste argomentazioni, naturale chiedersi se Gigi Gianola non sia per caso il secondo assessore esterno che Peppino Ciresa ha in animo di cooptare nella sua giunta, se diventerà sindaco. Al riguardo il diretto interessato dice: “Non sono qui per occupare spazi ma per generare processi”. E ancora: “Rispetto tutti quelli che in campagna elettorale ci hanno messo la faccia, investendo tempo e risorse personali. Sono l’ultimo ad ambire il seggiolino. Che io sia qui oggi è un altro segno della trasparenza di Peppino Ciresa, che ha voluto dire ai lecchesi chi lo aiuterà nel caso in cui dovesse vincere. Il trend dell’uomo solo al comando è finito da un pezzo. Se un progetto è valido andrà avanti grazie alla squadra che lo sostiene”.

La spaccatura dei cattolici: “Quel che ci unisce vien prima della politica”

Inevitabile la domanda su perché Gigi Gianola stia con Ciresa e altri cattolici ciellini abbiano invece scelto Gattinoni. Gianola ha parlato di Giovanni Cattaneo, il regista della campagna elettorale del candidato del Centrosinistra: “Ha saputo vestire un personaggio della società civile. Ma la vera novità non è Gattinoni, è Ciresa. Ridurre banalmente la questione alla differenza di età tra i due candidati è segno di una società che non pensa più “.  Quanto alla spaccatura di Cle del mondo cattolico in generale: “Mi sono rotto le scatole su questa questione. Per me Cattaneo è un fratello. Ma ognuno prende la decisione che crede. Ciò che tiene insieme il mondo cattolico non è la politica, ma qualcosa che viene prima”.

Riguardo a Appello per Lecco

Infine due battute su Appello per Lecco espressa da un appassionato della politica: “Fossi un elettore di questa civica sarei incavolato, non c’è coerenza nella decisione finale che si è presa di appoggiare il candidato Gattinoni. Di fatto è la conferma di una continuità assoluta che il centrosinistra vuole perseguire”.

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