Deposito di inerti nell’ex cava Pozzi: la Giunta cambia rotta

La sensazione è che l'Amministrazione comunale abbia trovato l'escamotage per passare la patata bollente alla Provincia di Lecco, in vista delle elezioni Amministrative.

Deposito di inerti nell’ex cava Pozzi: la Giunta cambia rotta
Lecco e dintorni, 12 Febbraio 2020 ore 16:59

Domani, giovedì 13 febbraio 2020,  in Giunta è previsto un cambio di rotta da parte dell’Amministrazione comunale di Lecco sul deposito di inerti nella cava di Chiuso.

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Parere negativo della Giunta sul deposito

Sembra proprio che l’Amministrazione comunale sia intenzionata a dare un parere negativo al deposito di inerti nell’ex cava di Chiuso di proprietà della Pozzi Virginio srl. La decisione sarà presa domani alle 15 durante la riunione di Giunta e comunicata in Commissione V convocata per le 18.  Poi l’argomento sarà discusso durante il Consiglio comunale convocato per il 24 febbraio. A pesare sul cambio di rotta sarebbe la petizione che è stata dal Comitato di Chiuso,  il 27 gennaio scorso. Ben 500 cittadini avevano argomentato il loro no deciso al deposito.

Inizialmente il sindaco si era detto favorevole al deposito

Inizialmente il sindaco, Virginio Brivio si era detto favorevole al deposito di inerti nella ex cava di Chiuso.  “Dobbiamo tenere conto che la Pozzi è un’attività esistente che ha bisogno di stoccare qualche quantitativo di materiale inerte (che non verrà trattato) ma con maggiore ordine. Il Consiglio deve essere responsabile”. Così aveva dichiarato il primo cittadino durante l’incontro che si era svolto nella Casa del Pozzo a gennaio.

La palla ora passerà alla Provincia

La sensazione è che l’Amministrazione comunale abbia trovato l’escamotage per passare la patata bollente alla Provincia di Lecco, in vista delle elezioni Amministrative. Il via libera al deposito di inerti sarà stabilito, durante una Conferenza di servizio (la quinta sull’argomento) a Villa Locatelli che, valutati i diversi pareri, dovrà esprimere un parere puramente tecnico.

Il testo della petizione depositata in Comune

Il 27 gennaio prima del Consiglio comunale durante il quale si sarebbe dovuto  discuter el’eventuale  via libera al deposito di inerti nell’ex cava Pozzi, a Palazzo Bovara era giunta una petizione dei cittadini di Chiuso.  Più di 500 firme per dire no al deposito di inerti.   I residenti hanno  chiesto al Comune di non dare via libera alla variante del Pgt che dovrà poi essere portata nella Conferenza dei servizi in Provincia. Tutto questo tenuto conto che “le norme tecniche di attuazione del Piano delle regole, allo stato attuale non prevedono la realizzazione dell’intervento proposto dalla società in assenza dello strumento di attuazione dell’Ambito di trasformazione urbana (Atu)”.

La richiesta di non modificare il Pgt

Inoltre “prospettandosi tale richiesta come nuovo impianto chiediamo che non venga modificato il vigente Piano  di governo del territorio e che venga dato seguito a quanto già previsto presso l’Atu, con particolare riferimento alla riqualificazione ambientale dell’area di cava all’interno di un contesto urbano residenziale ai margini di un’area pedemontana, individuata come di interesse paesaggistico anche dal Parco Adda Nord”. Nella petizione si chiede inoltre di provvedere “all’allargamento della strada locale di via ai Molini, alla realizzazione di un’area a parcheggio pubblico, al prolungamento del marciapiede esistente, al recupero ambientale delle aree individuate a verde ecologico territoriale, potenzialmente oggetto di “manomissioni e trasformazioni” previste dal progetto della società interessata”.

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