Botta e risposta tra Sala e Nogara sul referendum lombardo

L'ex consigliere di Olgiate e il segretario del Carroccio su fronti opposti

Botta e risposta tra Sala e Nogara  sul referendum lombardo
11 Ottobre 2017 ore 11:30

Il referendum lombardo del  22 ottobre è al centro di un botta e risposta tra Ambrogio Sala e Falvio Nogara.

Referendum lombardo: utile o meno?

I costi della chiamata alle urne,  l’utilità dell’appuntamento elettorale e soprattutto i benefici per i cittadini. Questi sono solo alcuni punti che dividono radicalmente la visione dell’ex assessore di Olgiate e il segretario provinciale della Lega Nord.

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La posizione di Sala

Sala sostiene che i costi per il referendum sono eccessivi .”Come si nota è una cifra spropositata per un referendum che non avrà effetti pratici perché bisognerà aprire una trattativa con il governo per discutere del problema! Qualcuno (i Cinque Stelle) pensava di farsi prestare le macchinette  dall’India o dal Brasile!” sottolinea.

Dubbi anche sull’utilità. “Il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini è andato a Roma a trattare il trasferimento di materie spendendo solo i soldi del biglietto del treno e non è escluso che ottenga risposte ben prima di Maroni, che ha voluto fare il referendum.” spiega Sala.  “Ma, un giorno, il governatore lombardo ci dovrà spiegare perché fu proprio il governo di cui faceva parte, a fermare la trattativa che, nel 2007, la Regione Lombardia aveva aperto e ben avviato con il governo Prodi”. E ancora. “Per tutte queste ragioni, io non andrò a votare il 22 ottobre ed invito, altresì, coloro che pensano che il referendum sia uno spreco inutile a disertare le urne. Si pensi, invece, ai ceti più deboli (disoccupati, anziani) che faticano ad arrivare alla fine del mese”.

La risposta di Nogara

“Mi stupiscono quasi le considerazioni di Ambrogio Sala. E’ un vero peccato che anche in questa occasione anteponga il proprio interesse politico all’interesse dei lombardi” replica il segretario del Carroccio lecchese. “A ogni lombardo questo referendum costa ca. 3 euro, e se permettete vale la pena spendere 3 euro per mantenere sul territorio parte di quanto oggi ci viene derubato dallo stato centrale”.  Secondo Nogaraquindi si tratta di un buon investimento. “Come lombardi siamo stanchi di avere servizi da “terzo mondo” perché  vengono attribuite competenze agli enti locali senza le relative risorse per gestirle”. Non solo ma “La democrazia ha un costo certo, ma i soldi spesi per garantire ad un popolo di votare, per garantire la democrazia sono sempre ben spesi. La democrazia non ha prezzo, il voto è una conquista che qualcuno vuole toglierci facendoci credere che è un costo, e ci stanno pure riuscendo”.

 

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