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L'intervento

Blucelesti trasferiti a Milano: l’amarezza di Boscagli e Rossi

"Facciamo un appello a tutte le parti in causa, dalla Gestione del Bione alla Calcio Lecco fino all’amministrazione comunale, per trovare una soluzione che venga incontro alle esigenze di tutti ma in particolare quei ragazzi che stanno crescendo in clausura - per i quali lo sport è una parte rilevante delle loro vite -, e le loro famiglie".

Blucelesti trasferiti a Milano: l’amarezza di Boscagli e Rossi
Politica Lecco e dintorni, 27 Aprile 2021 ore 12:59

Di Filippo Boscagli e Antonio Rossi, Consiglieri della civica Lecco Ideale

 

Tutte le squadre giovanili della Calcio Lecco che utilizzavano il Bione si sono trasferite a Milano. Senza entrare direttamente nel merito sportivo o amministrativo, il dato fondamentale che emerge   è che questo fatto coinvolge 150 ragazzi e relative famiglie del territorio.
Se da un lato è difficile e doloroso immaginare i blucelesti in un’altra città, quello che emerge ora è una nuova fatica per ragazzi e genitori.
Durante i mesi del lockdown gli adolescenti delle giovanili (facendo campionati nazionali) hanno avuto la fortuna di potersi allenare dapprima grazie alla presenza costante seppur a distanza di tutto lo staff e in seguito vicino a casa, sempre seguiti dalla propria dirigenza e staff tecnico. Proprio ora che si stanno allenando in presenza e che alcune squadre hanno visto iniziare il rispettivo campionato, quegli stessi ragazzi devono trasferirsi quasi ogni pomeriggio, finita la scuola, a Bresso per allenarsi.
Essendo vietato l’utilizzo di pullman della società questo implica che ogni singola famiglia deve regolarmente accompagnare il proprio figlio ai campi milanesi. E stiamo parlando di decine e decine di famiglie lecchesi che sostenendo le attività sportive dei figli si trovano una difficoltà inaspettata in più, in un periodo non certo facile.
Facciamo quindi un appello a tutte le parti in causa, dalla Gestione del Bione alla Calcio Lecco fino all’amministrazione comunale, per trovare una soluzione che venga incontro alle esigenze di tutti ma in particolare quei ragazzi che stanno crescendo in clausura – per i quali lo sport è una parte rilevante delle loro vite -, e le loro famiglie.
Siamo disponibili, e lo abbiamo ampiamente dimostrato, a farci parte attiva nel supportare gli attori di questa vicenda, come delle tante tematiche educative e sportive, per trovare una soluzione che consenta alla nostra città ed ai suoi giovani di mantenere sul territorio un settore giovanile importante e in costante crescita.