Politica
Il commento

Approvata in Regione la legge sulle politiche di welfare sociale. Straniero (PD): "Bene, ma serve di più"

"Nella vita di queste persone non devono esserci solo la cura e l’aspetto sanitario, ma la possibilità di vivere pienamente tutti i momenti della quotidianità"

Approvata in Regione la legge sulle politiche di welfare sociale. Straniero (PD): "Bene, ma serve di più"
Politica 12 Dicembre 2022 ore 09:13

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità il progetto di legge sulle politiche di welfare sociale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione di tutte le persone con disabilità: un provvedimento che Raffaele Straniero, consigliere regionale del PD, ha voluto commentare.

“Una bella norma, che vuole realizzare un sogno, cioè permettere a questi cittadini di vivere una vita piena, ma servono interventi strutturali che siano adeguatamente finanziati e durino nel tempo, altrimenti rischia di rimanere sulla carta”.

Approvata in Regione la legge sulle politiche di welfare sociale. Straniero: "Bene, ma serve di più"

“Nella vita di queste persone non devono esserci solo la cura e l’aspetto sanitario, ma la possibilità di vivere pienamente tutti i momenti della quotidianità. E non riguarda solo coloro che oggi hanno una disabilità: chi non ha una fragilità nella sua vita? Chi non rischia di doverla affrontare prima o dopo, temporaneamente o definitivamente? È un tema che interessa tutti. E poiché una persona con fragilità è come tutte le altre, il sogno di ciascuno ha diritto di essere realizzato”, aggiunge Straniero.

Il consigliere Pd spiega meglio:

“Si chiede alla Regione un cambio culturale, di prospettiva: non sono più le persone che devono entrare nella giungla dei servizi e trovare quello che serve al caso loro, ma sono i servizi che vanno a offrirsi e si adattano a chi ne ha bisogno. È proprio un ribaltamento nella costruzione dei servizi alla persona regionali. La domanda è: sarà la Regione capace di dare le gambe a questa legge? Il rischio vero è che le risorse siano inadeguate, la sanità territoriale rimanga una chimera, i servizi diurni non vengano implementati…”.

Per questo il Pd ha chiesto, con un ordine del giorno approvato dall’Aula, uno sforzo in più:

“Pur sapendo quali difficoltà di bilancio hanno gli enti, dobbiamo rafforzare la norma finanziaria che è gracile, e dobbiamo assolutamente farla diventare strutturale. Così come il coinvolgimento del terzo settore e delle associazioni deve essere vero e totale. Serve un cambio di mentalità: le Asst devono saper coinvolgere i Comuni che, con i piani di zona, potranno sedersi al tavolo della coprogettazione. E ci deve essere l’accompagnamento del Governo nazionale. Se dovesse mancare anche solo uno di questi passaggi, avremmo solo approvato l’ennesima legge, ma fra due anni saremmo allo stesso punto”.

Seguici sui nostri canali