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Il contributo

Teleriscaldamento, lettera aperta al consigliere Raffaele Straniero

"Anziché bruciare rifiuti, perché invece non pensare a un praticabilissimo Piano B?"

Teleriscaldamento, lettera aperta al consigliere Raffaele Straniero
Lettere al giornale Lecco e dintorni, 30 Marzo 2021 ore 12:16

Pubblichiamo la lettera aperta sul tema teleriscaldamento scritta da Germano Bosisio, Massimo Riva, Enzo Venini in risposta al consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero.

Caro Consigliere Regionale Straniero Raffaele,
la ringraziamo di questa sua pubblica risposta (gli altri due Consiglieri del nostro Territorio, Piazza e Formenti, da noi interpellati non ci hanno ritenuti neppure degni di risposta, dando esempio di grande sensibilità istituzionale e politica, sich!) ma non possiamo, pur apprezzandone lo sforzo, non notarne l’evasività.
In un momento storico in cui nell’agenda politica italiana ed europea entrano concetti come la microgenerazione diffusa di energia da fonti rinnovabili; le comunità energetiche orientate all’autoproduzione; l’efficientamento energetico ed il contenimento del fabbisogno di calore ed energia (anche grazie agli Ecobonus); l’economia circolare volta alla massimizzazione del recupero di materia ed al riuso dei materiali, la progettualità del teleriscaldamento che si avvierà allacciata al forno inceneritore ci appare quantomeno superata ed in controtendenza al punto da diventare il principale ostacolo al loro sviluppo.
Volendo però anche noi essere doverosamente sintetici, ma al contempo pregnanti, ci limitiamo così a rispondere seguendo l’ordine delle sue pur brevi affermazioni.
Dopo che il Teleriscaldamento abbinabile al Forno Inceneritore di Valmadrera era stato oggetto “alcuni anni orsono”, come lei sostiene, della sua presa di posizione sull’istituzione di un “tavolo tecnico” che approfondisse la questione, quali altri passi si sono concretamente succeduti? A noi risulta che tutto sia stato posto, dopo approfondimenti minimi, nel “dimenticatoio”.
Lasciamo a lei e ai Cittadini-lettori giudicare, dopo aver letto l’ennesimo contributo che ci apprestiamo a dare alla Stampa sottoscritto da altri amici impegnati da anni su questi temi, se con l’implementazione dell’ipotizzato Teleriscaldamento veramente si “terrebbero assieme le questioni della salute (prioritaria), del risparmio energetico e della gestione dei rifiuti”.
A noi sembra invece (spesso i vari organismi preposti giocano sull’immagine) il contrario !
In merito al “presunto” risparmio energetico ci permettiamo di evidenziare che il primo risparmio sarebbe quello costituito dal non “distruggere” l’energia, utilizzata nel produrre i vari materiali, che va letteralmente in fumo nella combustione dei rifiuti, senza contare i suoi altri effetti dannosi su ambiente e clima.
Sulle alternative ambientalmente “virtuose” di alimentazione del Teleriscaldamento che erano state giustamente poste come vincolo ineludibile “dai sindaci dei Comuni afferenti a Silea Spa”, lei sa quali siano queste fonti, vista la “cortina di fumo” che sembra sia calata sull’intero progetto di Varese Risorse Spa ? e soprattutto sa se siano realmente “virtuose” dal punto di vista non solo della salute ma anche delle emissioni climalteranti, oggetto quest’ultime di interminabili e retorici “fiumi d’inchiostro” da parte di tutti, rendendoli quasi una moda ?
Anche su quel “NON procedere alla nomina del promotore Varese Risorse per la procedura in oggetto” è sicuro che sia solo limpida espressione di una volontà tutelativa dell’ambiente se poi sembrano emergere nel proseguo dei cosiddetti “punti migliorativi” logiche di preponderante convenienza economica, peraltro a nostro parere perlomeno discutibili?
Infine sulla sua perentoria risposta finale alla nostra “domanda cruciale, come lei giustamente la definisce, “non dovranno essere sempre e solo bruciati rifiuti per alimentare la rete di teleriscaldamento”: quel “solo” ci sembra proprio la dimostrazione più plateale della volontà effettiva di continuare ancora a bruciare rifiuti, più che probabilmente per molti anni ancora e peraltro in gran parte provenienti da fuori provincia. Perché invece non pensare ad un praticabilissimo Piano B?

Germano Bosisio, Massimo Riva, Enzo Venini

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