Menu
Cerca
Giovani in Italia

Essere NEET dopo i 30 anni: povertà e nuove generazioni

La condizione dei giovani in Italia è l'oggetto dell'ultimo studio a cura di Istituto Toniolo, i dati saranno presentati con un webinar mercoledì 19 maggio

Essere NEET dopo i 30 anni: povertà e nuove generazioni
Glocal news 18 Maggio 2021 ore 16:22

L’emergenza da Covid-19 sta avendo un impatto rilevante sulla progettualità delle giovani generazioni. Ha causato una sospensione delle scelte importanti legate alla transizione alla vita adulta. Ma non solo, in aumento infatti è anche il numero di giovani che non studiano più ma non hanno un lavoro, i cosiddetti NEET. A dirlo sono i dati dell’ampia indagine condotta a novembre 2020 dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, presenti nel volume “La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2021”. I risultati, mostrano infatti come la ricaduta negativa sia strettamente legata all’incertezza lavorativa e al peggioramento della situazione economica.

La situazione dei giovani in Italia

Tra gli intervistati che vivono ancora con i genitori il 26% dichiara di rimanere a vivere con loro perché “sto ancora studiando”. Rispetto agli altri motivi a prevalere decisamente sono le difficoltà oggettive. Oltre uno su tre afferma di non vivere autonomamente perché non in grado di affrontare i costi di un’abitazione (35%), contro uno su cinque che dichiara “sto bene così” (20,7%).

Le giovani generazioni rappresentano uno dei gruppi maggiormente colpiti da condizioni di vulnerabilità e fragilità economica. Le prime informazioni relative agli effetti dell’emergenza COVID-19 segnalano il reale rischio di un ulteriore peggioramento. I dati dell’indagine condotta a novembre 2020 evidenziano una alta percentuale di giovani (tra i 18 e i 34 anni) che dichiarano una non buona situazione economica personale (42,1%) mentre uno su quattro (25,3%) dà la stessa valutazione alla famiglia in cui vive. La crisi sanitaria ha, nel complesso, accentuato ulteriormente la dipendenza dalla famiglia di origine. È forte il rischio di diseguaglianze persistenti e di freno alla mobilità sociale se non si rafforzano i percorsi professionali e le politiche attive del lavoro.

Il fenomeno dei NEET

I più in difficoltà sono evidentemente i NEET. Il Rapporto Giovani 2021 fornisce un approfondimento delle condizioni in cui si trovano. I dati analizzati mostrano come la componente in maggior difficoltà sia quella che combina una protratta condizione di disoccupazione con disagiata situazione economica di partenza. Sono coloro che presentano i livelli peggiori di life satisfaction e alto rischio di esclusione sociale permanente, con rinuncia definitiva a solidi progetti di vita.

La presentazione dello studio

Alcuni dei dati del nuovo rapporto saranno presentati in occasione del webinar in programma mercoledì 19 maggio alle 10. L'incontro è promosso dall’Istituto Toniolo e dall’Università Cattolica, e verrà trasmesso live sui canali social dell'Ateneo. Interverranno: Fabiana Dadone Ministro per le Politiche giovanili, Monica Maggioni giornalista, Mauro Migliavacca, sociologo dell’Università di Genova, Alessandro Rosina, demografo, coordinatore scientifico Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore Università Cattolica del Sacro Cuore. L'incontrò sarà moderato da Roberto Fontolan, responsabile comunicazione Istituto Toniolo.