Casatenovo

Vismara, si riparte da Ferrarini. Cosa succede ora?

Se il concordato alla Vismara sembra una pratica conclusa, rimane aperto quello della Ferrarini. Qui sono in concorrenza due cordate: quella Pini-Amco (sostenuta dalla famiglia Ferrarini) e quella che vede unite una serie di banche ad alcune imprese alimentari

Vismara, si riparte da Ferrarini. Cosa succede ora?
Economia Casatese, 11 Dicembre 2020 ore 14:48

Vismara, si riparte da Ferrarini. Cosa succede ora?  Ad illustrarlo è Enzo Mesagna, membro della segreteria Cisl Monza Brianza Lecco che da anni segue la vertenza Ferrarini/Vismara. Come ha già annunciato Villa Locatelli, l’assemblea dei creditori di Vismara ha accettato l’offerta (l’unica sul tavolo) presentata da Ferrarini, il colosso dei prosciutti di Reggio Emilia. L’ufficialità è arrivata ieri, 10 dicembre, con il deposito della relazione conclusiva del concordato da parte del commissario. “Già da giorni era nell’aria che il piano potesse avere il via libera, ora ci vorranno tra i 30 e i 60 giorni per omologarlo e poi si potrà ripartire sulla base del nuovo programma” fanno quindi sapere dal sindacato.

Vismara, si riparte da Ferrarini. Cosa succede ora?

Ma che cosa prevede? L’elemento principale – si legge nella nota della Cisl –  è che la Vismara andrà avanti con Ferrarini cioè con la casa madre che, paradossalmente, era stata la causa della crisi dell’azienda di Casatenovo   Era stato il crack delle banche venete a schiacciare il colosso reggiano e, di conseguenza, a investire la realtà brianzola. “Adesso – spiega Enzo Mesagna -, l’obiettivo è rafforzare sempre più Vismara per garantirle maggiore autonomia dalla Ferrarini”. Per questo motivo, il nuovo direttore generale, che è stato nominato nei giorni scorsi, dovrà lavorare per rafforzare il marchio Vismara (uno dei marchi storici del settore alimentare) per renderlo più individuabile e autonomo rispetto a quello Ferrarini e, di conseguenza, rafforzare la rete commerciale (potenziando il rapporto con la grande distribuzione). “Se si opererà su questa linea – continua Mesagna – sarà possibile garantire la continuità produttiva e, con essa, i livelli occupazionali attuali. Nella speranza che, in futuro, sia possibile addirittura rafforzare gli organici. Le potenzialità ci sono. Solo undici anni fa i dipendenti erano più di 300, oggi sono 164. Chissà che non si possa tornare ai livelli del passato….”.

Resta aperto il Concordato Ferrarini

Se il concordato alla Vismara sembra una pratica conclusa, rimane aperto quello della Ferrarini. Qui sono in concorrenza due cordate: quella Pini-Amco (sostenuta dalla famiglia Ferrarini) e quella che vede unite una serie di banche ad alcune imprese alimentari (Grandi salumifici italiani, Bonterre, ecc.). “Se vincesse la prima – conclude Mesagna -, la produzione potrebbe proseguire in continuità e quindi per lo stabilimento di Casatenovo, il cui fatturato oggi dipende al 70% da Ferrarini, non dovrebbero esserci ricadute negative. Diverso se vincesse la seconda. In questo caso, alcune produzioni di Ferrarini potrebbero essere dirottate in aziende della cordata che hanno il know how. Ciò potrebbe quindi voler dire che Vismara avrebbe meno lavoro. Quella su Ferrarini è quindi una partita importante che noi continuiamo a seguire attentamente. Sperando sempre che in una ripartenza/rinascita dello stabilimento di Casatenovo”.

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