L'intervista

La Deutz compie 120 anni e chiude il 2023 con 143 milioni di fatturato

Ad oggi la sede di Lomagna conta 59 impiegati. Un team che lavora nei 18mila metri quadrati della sede di Lomagna e che riesce a vendere 17mila motori l’anno

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Ben 120 anni di storia nel progettare e commercializzare sistemi propulsivi industriali e marini personalizzati. Il tutto in quel di Lomagna e facendo registrare proprio nello scorso anno, il 2023, il record di fatturato dell’azienda. Questa è la storia di Deutz Italy.

L'inizio

L’azienda, nata nel 1904 su iniziativa di Giorgio Keller, è sbarcata nel Lecchese nel 1954 quando la IML, la Industrie Macchine Lombarde, sposta la sua sede da Milano a Lomagna. Così l’azienda mette le radici sul territorio e inizia un percorso che la porterà negli ultimi anni a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella progettazione e commercializzazioni di motori industriali e non solo.

“Il nostro intento è quello di coprire l’intera gamma dei motori, da quelli veloci ai medi e fino ai lenti – ha detto Marco Colombo, amministratore delegato della Deutz Italy- I motori veloci sono quelli che solitamente vengono montati sulle macchine, sui camion, sui trattori e sui bus. Quelli medi, invece, servono per battelli e simili. Mentre quelli lenti si utilizzano per le imbarcazioni di grandi dimensioni. Passiamo dal campo industriale, al campo agricolo e fino al campo marino. Insomma, cerchiamo di variare”.

Un'offerta varia

E infatti la Deutz non si limita alla produzione di motori per l'azionamento di macchinari.

“Questi stessi motori possono generare energia su terra: ad esempio, l’intera centrale di energia dell’isola di Favignana – ha continuato Colombo - Anche l’isola di Capri aveva la centrale elettrica interamente prodotta dalla Deutz”.

La realtà di Lomagna

Ad oggi la sede di Lomagna conta 59 impiegati. Un team che lavora nei 18mila metri quadrati della sede di Lomagna e che riesce a vendere 17mila motori l’anno per un fatturato da 143 milioni di euro nel 2023. Un record, che probabilmente è destinato a salire.

“Negli ultimi 4 anni abbiamo fatto un salto importante e lo abbiamo consolidato – ha spiegato Marco Colombo – Il settore della produzione di energia e dei trasporti cresceranno sempre di più. Da un lato perché la popolazione continua a crescere ed è sempre più esigente nella richiesta di energia. Dall’altro perché il trasporto, oltre a favorire la globalizzazione, ha un peso politico importante”.

Ma in un mercato che tiene banco da decenni e in cui nulla è più segreto a livello di innovazione tecnologica, la differenza la fa il servizio offerto e la Deutz ci punta molto.

“Il comparto del service è quello che genera maggiore utile per noi – sottolinea l’Ad – A livello tecnologico non si parla di un prodotto nuovo, ma la differenza la si fa quando si vanno a riparare questi motori. Così abbiamo deciso di investire su propulsori e meccanismi che ci permettono di effettuare le riparazioni in situ o addirittura sostituire un pistone mentre gli altri sette lavorano”.

Le difficoltà del recruiting

Un lavoro che però richiede competenze difficili da trovare.

“Le competenze più difficili da trovare sono quelle meccaniche. Gli ingegneri li abbiamo e questo è un buon territorio da cui pescare. Diverso il discorso per il meccanico: talvolta siamo costretti a reclutare personale straniero nonostante la paga sia alta perché si può arrivare a 100mila euro l’anno”.

Ma oltre alla paga, quello che più preme alla Deutz è la sostenibilità aziendale. In termini di welfare questo impegno si traduce nell’offrire a ogni dipendente un check-up sanitario annuale completo, la possibilità di lavorare in smart working e di avere un orario flessibile, ma anche di offrire un premio nascita, un premio matrimonio, un premio laurea, un premio produzione e un’assicurazione sulla vita. In termini di sostenibilità ambientale invece si declina in un impegno green concreto.

“Nei prossimi anni si andrà verso una decarbonizzazione spinta della motorizzazione – ha concluso Colombo - Lasceremo il fossile o elettrificando o utilizzando molecole non più fossili come il metanolo. La nostra azienda potrà vendere dei servizi per la produzione e lo stoccaggio di questo combustibile, come, ad esempio, le stazioni mobili di accumulo di energia, che si useranno in campagna per caricare il trattore ibrido, o il martello pneumatico e la ruspa in un cantiere. Non venderemo più solo motori, ma anche sistemi di stoccaggio e produzione di energia”.

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