Open innovation, inaugurato il nuovo data center campus di Aruba

taglio del nastro questa mattina a Ponte San Pietro, presente l'assessore regionale all'Università e Ricerca Luca Del Gobbo

Open innovation, inaugurato il nuovo data center campus di Aruba
05 Ottobre 2017 ore 20:28

Inaugurato questa mattina il nuovo data center campus di Aruba. E’ il più grande e moderno d’Italia. Un’infrastruttura all’avanguardia che non solo ospita in modo sicuro i server di privati e aziende, ma mette anche a disposizione del cliente il know-how del proprio team di progettazione. Presente al taglio del nastro l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Open innovation, Luca Del Gobbo. Con lui anche l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi.

Campus Data Center

Il taglio del nastro ha consentito di affrontare il tema dell’evoluzione digitale della società, ma anche  del conseguente cambiamento nel modo di vivere e fare l’impresa. “La Digital Transfomation – ha detto l’assessore Del Gobbo – sta cambiando anche il modo di fare l’amministrazione e il ruolo degli Enti pubblici. Non solo perché si è costretti dalla realtà a intervenire con nuove norme, ma anche perché cambia il modo di giungere alla formulazione di leggi in materia. Con questo nuovo approccio è nata la Legge ‘Lombardia è ricerca e innovazione'”.

La partecipazione

Per la prima volta, grazie alla piattaforma Open Innovation, è stata data la possibilità a tutti gli interessati di avanzare idee, contributi, suggestioni attraverso una duplice consultazione on line del testo di legge. Open innovation oggi vanta quasi 8.000 utenti profilati tra manager, dirigenti di impresa, docenti universitari, referenti di centri di ricerca o cluster tecnologici e liberi professionisti. Una rete che ha dato vita, fino a oggi, a 885 discussioni attive e 225 proposte di collaborazione.
“La misura Open 2.0 – ha aggiunto Del Gobbo – mette a disposizione, in open source, Open Innovation. Si passa così da uno strumento proprio,  quale era la piattaforma collaborativa Open Innovation, a uno strumento condiviso per generare valore per il territorio e sfruttare il potenziale di interoperabilità tra amministrazioni”.

Le Pa e la sanità

Un campo in cui la sfida è sicuramente affascinante è la sanità. Ad esempio la tracciabilità su registri elettronici di ogni visita medica. Ma anche la creazione di sistemi migliori per creare sintesi di dati, quindi conoscenze più i dettagliate per lo studio e lo sviluppo di farmaci. Infine la messa in sicurezza di una pluralità di dati che provengono da fonti diversificate e frammentate. Tutto questo costituisce “una sfida e la necessità di ripensare il ruolo delle istituzioni pubbliche che dispongono del dato digitale sanitario attraverso il Sistema sanitario regionale”.

La politica deve bilanciare diversi interessi in gioco

“Proprio in questo contesto – ha concluso l’assessore regionale – si inserisce la necessità di una politica democratica in grado di bilanciare i diversi interessi in gioco. Ma anche di coniugare le potenzialità dello sviluppo di nuove tecnologie con la  difesa della libertà di tutti. Del singolo cittadino come delle comunità. Perché non si dà mai un progresso automatico, se non indirizzato e messo al servizio del bene di tutti. Il che compete a chi è in grado di pensarlo ed è legittimato dalla collettività a farlo”.

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