Economia
"Questo matrimonio non s'ha da fare"

Confindustria Lecco, salta la fusione con Bergamo. "Ma non è un funerale"

Niente nozze, al momento, per "visioni diverse sui modelli di governance"

Confindustria Lecco, salta la fusione con Bergamo. "Ma non è un funerale"
Economia Lecco e dintorni, 13 Ottobre 2021 ore 12:09

Dalle nozze annunciate  sarebbe dovuta nascere una un’Associazione, "Confindustria Lombardia Nord",  di quasi duemila imprese che danno lavoro a oltre centomila persone. Ma ad oggi "questo matrimonio non s'ha da fare". Stiamo parlando della fusione tra Confindustria Lecco-Sondrio e Confindustria Bergamo che al momento sembra quantomeno rinviata. L'annuncio ufficiale è arrivato oggi, mercoledì 13 ottobre 2021 dopo che a gennaio era stato firmato un protocollo che aveva sancito il primo passo formale verso la fusione pianificata in teoria per il 2022.

Confindustria Lecco, salta la fusione con Bergamo

L'obiettivo preannunciato, e ratificato anche nell'assemblea dei soci dello scorso marzo,  era quello di dare vita a "un’Associazione unica di riferimento, autorevole e forte ancora meglio attrezzata per rispondere alle sfide di un contesto nazionale e internazionale di crescente complessità, sempre più competitivo, che risentirà a lungo delle conseguenze legate alla pandemia di Covid-19". Un vero e proprio colosso sulla carta: a Confindustria Bergamo sono associate circa 1.200 imprese che danno lavoro a 83.600 dipendenti mentre  a Confindustria Lecco Sondrio sono associate circa 710 imprese, che danno lavoro a 35.000 dipendenti.

Facendo proprie le attente analisi e valutazioni da parte della Commissione istituita per definire gli aspetti statutari, regolamentari e organizzativi, i due Consigli hanno sospeso il progetto di fusione integrale, ma hanno espresso la volontà di proseguire la collaborazione sui progetti comuni individuati dalla Commissione, confermando l’interesse allo sviluppo delle sinergie tra le due territoriali che verranno ulteriormente ampliate nei prossimi mesi.

 Stefano Scaglia,  numero uno degli industriali orobici

Ma quali sono i motivi alla base del passo indietro o, almeno, della  netta battuta di arresto?

"La sospensione del processo di fusione deriva dal fatto che sono emerse visioni diverse sui modelli di governance - ha spiegato  Stefano Scaglia, numero uno degli industriali orobici in un incontro congiunto che si è svolto nella sede lecchese di via Caprera, alla quale era collegato in videoconferenza il presidente bergamasco -  Cioè c'era chi premeva per mantenere l'importanza degli organi provinciali e chi invece voleva dare più importanza alla struttura centrale. Parallelamente, a conferma delle premesse da cui siamo partiti, sono però emersi molti temi su cui si lavorerà nei prossimi mesi per realizzare sinergie, sia sul fronte dei servizi -in particolare nell’ambito della formazione- sia sul fronte delle infrastrutture, oltre ad altre importanti opportunità legate ad eventi come le olimpiadi invernali di Milano Cortina".

Il presidente lecchese Lorenzo Riva: "Nessuna battaglia, nessun ferito"

"Oggi comunicheremo a Roma che non proseguiremo l'iter di fusione con Bergamo - ha sottolineato  il presidente lecchese Lorenzo Riva - Si comincerà quindi il nuovo viaggio per eleggere i presidenti di Lecco e Bergamo. Ma non è un funerale: abbiamo deciso che il percorso di fidanzamento proseguirà con più calma per fare poi qualcosa di importante in futuro".

"Il rapporto con Bergamo resta sereno - ha proseguito Riva - abbiamo seminato tanto e lasceremo ad altri il compito di raccogliere quanto noi abbiamo fatto. Il percorso che abbiamo compiuto insieme  ha la sua validità e la sua importanza. Il presidente Scaglia ed io ci abbiamo creduto tantissimo e lo abbiamo portato avanti con volontà e con la speranza che tutto potesse avvenire in questi tempi.  1900 aziende, 3 province da tutelare:  mettere insieme tutto questo non era semplice Questi mesi sono stati utili per una maggiore conoscenza reciproca e per avere conferma del fatto che, forti anche dei molti punti che accomunano i tre territori manifatturieri, potremo continuare a confrontarci per portare avanti iniziative comuni e finalizzate a favorire la crescita delle imprese. Certamente all’orizzonte non mancano le sfide, ma sono molte anche le occasioni e la nostra Associazione è preparata ad affrontare le prime e cogliere le seconde assieme alle aziende associate, sostenendone o sviluppo grazie alle sue competenze e pronta ad investire anche in progetti sovra-territoriali per il raggiungimento di obiettivi mirati”".