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Lunedì lo sciopero

Chiusura della Teva, Straniero: “Le istituzioni intervengano subito”

"Capisco anche che la situazione si presenta molto complicata e difficile, ma non starò a guardare mentre un altro pezzo dell’ossatura produttiva del nostro territorio rischia di scomparire”

Chiusura della Teva, Straniero: “Le istituzioni intervengano subito”
Economia Casatese, 19 Febbraio 2021 ore 17:16

“Mi sento di esprimere grande preoccupazione dopo l’annuncio dell’azienda di voler chiudere lo stabilimento di Bulciago, in particolare per i lavoratori e per le loro famiglie”, commenta così Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd e capogruppo in IV Commissione Attività produttive, la notizia delle intenzioni dell’israeliana Sicor, che produce farmaci generici, e che pare intenda chiudere uno dei cinque siti presenti in Italia, quello lecchese della Teva, appunto.

Chiusura della Teva, Straniero: “Le istituzioni intervengano subito”

“C’è, dunque, notevole apprensione per il futuro dei 109 lavoratori e per questo conto di esplorare a livello regionale tutte le strade possibili per far rivedere la decisione all’azienda o comunque trovare una modalità per mantenere il sito produttivo e l’occupazione stabile – continua Straniero –. Capisco anche che la situazione si presenta molto complicata e difficile, ma non starò a guardare mentre un altro pezzo dell’ossatura produttiva del nostro territorio rischia di scomparire”. Il consigliere Pd conclude esprimendo “massima solidarietà ai lavoratori per i quali spero le istituzioni possano fare qualcosa di concreto”.

Lunedì lo sciopero, “50 anni di storia non si cancellano”

Intanto per lunedì le  lavoratrici e lavoratori di Sicor Bulciago, le RSU Sicor Bulciago e FILCTEM CGIL – UILTEC UIL hanno indetto uno sciopero di 8 ore per tutti i turni e un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, in programma dalle 15 alle 20.

 

“Come se niente fosse, la multinazionale israeliana, proprietaria del sito di Bulciago dal 2002, decide di cancellare cinquant’anni di storia industriale del nostro territorio e di smantellare l’impianto che dà lavoro, ad oggi, a 109 persone. In un periodo terribile come quello che stiamo vivendo da ormai un anno, TEVA sceglie di creare un’altra crisi sociale, dopo aver condotto in modo scellerato il sito negli ultimi anni. Noi non possiamo assistere inermi a questa situazione e metteremo in atto qualsiasi iniziativa possibile per cambiarla”.