Economia
“Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”

Abusivismo: Lecco la provincia più a rischio

Riva: “Tolleranza zero per contrastare la concorrenza sleale alle MPMI”

Abusivismo: Lecco la provincia più a rischio
Economia Lecco e dintorni, 10 Maggio 2022 ore 12:34

E’ allarme abusivismo. Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, la provincia di Lecco risulta la più a rischio, a livello regionale, a causa della quota più elevata di imprese appartenenti ai mestieri artigiani più esposti al fenomeno dell’abusivismo con il 92,2%. Seguono Mantova (91,8%) e Sondrio (90,2%). Prendendo a riferimento i 14 mestieri maggiormente sotto pressione per la concorrenza sleale ed includendo sia i servizi di riparazione di beni per uso personale e per la casa, sia i restanti mestieri operanti nella manutenzione e riparazione di autoveicoli (in particolare carrozzieri ed elettrauto) si delinea un totale di 3.959 imprese attive con un’alta vocazione artigiana: le imprese perimetrate nella nostra provincia sono 3.650 e rappresentano il 92,2% del totale.

Abusivismo: Lecco la provincia più a rischio

L’analisi degli ultimi dati Istat a sull’economia non osservata (2019) evidenzia anche il peso del lavoro irregolare che nel Lecchese sarebbe pari a 4.300 lavoratori irregolari (490mila unità in Lombardia).

Le imprese potenzialmente più a rischio di subire concorrenza sleale da parte di lavoratori irregolari e operatori abusivi che popolano il sommerso sono acconciatori ed estetisti (719 imprese regolari attive in provincia), elettricisti (520), fotografi (65), idraulici (462), manutenzione e riparazione autoveicoli (438), muratori (714), pittori edili (412), giardinieri (335), servizi di riparazione beni per la casa (183), tassisti (90), traslocatori (3) videoperatore (18).

 Daniele Riva  chiede “tolleranza zero per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori"

Di fronte a questi dati, il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva  chiede “tolleranza zero per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori. Torniamo ancora una volta a chiedere maggiori controlli. L’ultimo allarme era stato lanciato a più riprese durante i diversi lockdown da parte della categoria benessere che si era ritrovata a dover combattere contro chi cercava di aggirare le restrizioni imposte dai protocolli proponendosi come lavoratore a domicilio, ovviamente in nero. Gli artigiani vengono spesso additati di aggirare le leggi finanziarie, ma chi ha un’impresa regolare sa bene a cosa va incontro lavorando in questo modo. Inoltre ogni imprenditore è soggetto a controlli in qualunque momento lavorando con imprese per forza di cose note all’Agenzia delle Entrate. Chi “lavora” nel sommerso invece è difficilmente intercettabile, si muove come un fantasma. Eppure incassa e toglie lavoro a chi svolge la propria professione con onestà. In un momento così difficile per le nostre imprese, chiediamo che almeno la concorrenza sleale venga tenuta sotto stretto controllo”.

A questo proposito Confartigianato lancia una campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

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