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“Palestina: esperienze di resistenza nonviolenta” alla Casa sul Pozzo

L'iniziativa è organizzata dalla Rete Radié Resch è una associazione di solidarietà internazionale

“Palestina: esperienze di resistenza nonviolenta” alla Casa sul Pozzo
Cultura Lecco e dintorni, 15 Ottobre 2022 ore 16:27

Il gruppo di Lecco della Rete Radié Resch e la Comunità di via Gaggio organizzano l'incontro su “Palestina: esperienze di resistenza nonviolenta” per sabato 22 ottobre ore 17 nella Casa sul Pozzo, Comunità di via Gaggio.

L'iniziativa alla Casa sul Pozzo

Sabato prossimo, 22 ottobre 2022, alla casa sul Pozzo di via Bergamo 69 a Lecco, sarà proiettato il film-documentario “Sarura- Il futuro è un luogo sconosciuto” (Nicola Zambelli, 2022), che racconta la storia di un gruppo di giovani palestinesi che resiste all’occupazione militare israeliana. “Youth of Sumud” - i giovani della perseveranza - cercano di restituire alla propria gente le terre sottratte alle loro famiglie, ristrutturando l’antico villaggio di grotte di Sarura e difendendosi dagli attacchi dei coloni israeliani con azioni nonviolente.

L'intervento

Alla serata interverrà Giorgio Gallo (Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace, Università di Pisa), esperto della realtà palestinese e referente della Rete Radié Resch per il sostegno alle donne palestinesi del PWWSD (Palestinian Working Women Society for Development), che lottano attraverso azioni nonviolente.

Il gruppo della Rete Radié Resch

La Rete Radié Resch (reterr.it) è una associazione di solidarietà internazionale fondata nel 1964 dal giornalista Ettore Masina e da sua moglie Clotilde Buraggi, su ispirazione del prete operaio francese Paul Gauthier. L’incontro tra Masina e Gauthier avvenne nel dicembre 1963 a Roma in occasione dell’annuncio del viaggio che il papa Paolo VI avrebbe compiuto in Palestina nei primi giorni del 1964. Si sarebbero poi incontrati a Nazareth. Radié Resch è il nome di una bambina palestinese, morta di polmonite mentre era in attesa di una vera casa; con la famiglia infatti viveva in una grotta a Nazareth. E il suo primo progetto è stato quello di finanziare la costruzione di case per famiglie palestinesi a Nazareth e Betlemme. Seguirono poi progetti di solidarietà in America Latina e, più recentemente, in Africa.

 

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