Vittorio Arrigoni. Ritratto di un utopista. Presentazione del libro a Lecco con Egidia Beretta

L'appuntamento di domani è organizzato da Qui Lecco Libera, Les Cultures Onlus, Associazione Dinamo Culturale e il Circolo Arci Spazio Condiviso

Vittorio Arrigoni. Ritratto di un utopista. Presentazione del libro a Lecco con Egidia Beretta
Lecco e dintorni, 12 Febbraio 2020 ore 11:22

"Mio figlio era solo un ragazzo che voleva riaffermare, con una vita speciale, come i diritti umani vadano difesi ovunque". Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni, scrittore, giornalista e attivista per i diritti umani originario di Bulciago (LC) ucciso nell’aprile del 2011 a Gaza.

"Vittorio Arrigoni. Ritratto di un utopista"

Domani, giovedì 13 febbraio alle 21 presso la Cereria Alumedicandela di via Cesare Beccaria 5 a Lecco, Qui Lecco Libera, Les Cultures Onlus, Associazione Dinamo Culturale e il Circolo Arci Spazio Condiviso organizzano la presentazione del libro "Vittorio Arrigoni. Ritratto di un utopista" a cura della giornalista Anna Maria Selini. Sarà presente anche la mamma di Vik.

"Vittorio era un attivista per il popolo palestinese -scrive Selini- ma la Palestina e Gaza erano solo le ultime due tappe di un viaggio iniziato molti anni prima". Il ritratto ne ripercorre la formazione, l'attività di informazione, Guerilla Radio, le iniziative con i giovani di Gaza. Le scelte di Arrigoni. "La vita e la morte di Arrigoni, ben ricostruite e raccontate da Anna Maria Selini, ci aprono qualche pista e danno indizi di verità sul perché sia finita così. [...] Vik è stato fra i più ignorati dei connazionali caduti o inguaiati all’estero: abbiamo profuso sforzi per salvare gli ostaggi del terrorismo islamico, speso milioni per riportare a casa i marò, tributato onori ai nostri morti in giro per il mondo, ma nel tribunale di Gaza city siamo andati solo noi giornalisti. E non comparve uno straccio d’osservatore per vedere a che farsa di sentenza ci si stava preparando. E in Italia, al funerale non si mosse neppure un sottosegretario ad accogliere la bara d’un giovane che non sparava, non faceva soldi e semmai, potendo, faceva del bene" (dall'introduzione di Francesco Battistini).
Appuntamento giovedì 13 febbraio, ore 21.

Ingresso libero

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