Vaccini scuola | Genitori contro una preside. I primi casi di polemica in Lombardia

Per evitare che i bambini rimanessero bloccati fuori da scuola, i genitori, una dozzina almeno, hanno chiamato un avvocato.

Vaccini scuola | Genitori contro una preside. I primi casi di polemica in Lombardia
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Vaccini obbligatori: genitori contro la preside di Assago: “Ha minacciato di lasciare i bambini a casa”, ma lei si difende.

Vaccini obbligatori: genitori contro la preside di Assago

Com riporta il Giornale dei Navigli, lo scontro tra alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, le elementari e le medie dell’Istituto Margherita Hack e la preside Antonella Maria Vilella è finito nelle tortuose vie legali. Il motivo? La consegna dei documenti per gli obblighi vaccinali dei piccoli, da portare a scuola entro metà marzo.

È proprio una lettera al centro della diatriba

“La preside ci ha mandato un foglio in cui minacciava di sospendere dalla frequenza scolastica i bambini non in regola con le procedure, ma noi, genitori che avevano preso appuntamento con l’Ast, avevamo tutti i documenti in ordine”, lamentano i genitori che si sono visti consegnare il documento con scritto che dal 19 marzo i bambini non in regola dovevano rimanere a casa.

Per evitare che i bambini rimanessero bloccati fuori da scuola, i genitori, una dozzina almeno, hanno chiamato un avvocato.

“Ci siamo rivolti a un legale per rispondere all’atto illegittimo della dirigente”. Detto, fatto, l’avvocato ha mandato una diffida alla preside accusandola di abuso d’ufficio, per aver preso in autonomia la decisione della sospensione, e per le minacce alle famiglie.

La replica della preside

Ma la dirigente non ci sta: “Non ho scelto io, mi sono semplicemente attenuta alle disposizioni di Ats che ha anche inviato le lettere da mandare ai genitori, quindi nessuna scelta in autonomia e tanto meno minaccia. Purtroppo le normative e le circolari che vengono inviate spesso non sono precise: ci vorrebbe maggior chiarezza. Ma mai ho agito per mia volontà senza seguire le disposizioni degli enti competenti”.

La sfiducia permane

Il provvedimento è stato ritirato, ma la sfiducia rimane: “Abbiamo dovuto pagare un avvocato per difendere un nostro diritto. Chi non poteva permetterselo cosa avrebbe potuto fare per tutelarsi? Purtroppo tra genitori e dirigente ci vuole un rapporto di fiducia che in questo caso viene a mancare.”

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