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Trovati coltelli e lame nel carcere che ospita Rosa Bazzi e Bossetti

Sappe: "Busto di tabacco usate per traffici illeciti? E' allarme nelle carceri".

Trovati coltelli e lame nel carcere che ospita Rosa Bazzi e Bossetti
24 Ottobre 2019 ore 08:27

Perquisizione in carcere a Bollate, considerato una eccellenza nella detenzione: trovati coltelli, lame e cellulari.

Perquisizione in carcere a Bollate: trovati coltelli, lame e cellulari

Movimentata perquisizione nel carcere di Bollate dove sono detenuti personaggi molto noti alla cronaca quali Rosa Bazzi e Massimo BossettiFino a qualche mese fa anche l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, era recluso nella casa circondariale milanese. A darne notizia della perquisizione è stato Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardi del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto delle Sezioni detentive del carcere trovando in una cella diverso materiale pericoloso non consentito.

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Le parole di Alfonso Greco

“Ieri sera i nostri Agenti, nel corso di una perquisizione straordinaria all’interno del carcere di Bollate occupata da soli detenuti stranieri, hanno rinvenuto e sequestrato materiale pericoloso di cui, ovviamente,   non è consentito il possesso. Parliamo di un telefono cellulare, lame affilate, un punteruolo, un cacciavite. Ma quel che più è significativo è ill sequestro di più di 50 buste di tabacco che probabilmente venivano utilizzate per traffici illeciti. Un plauso alla Polizia Penitenziaria di Bollate per l’attenta ed accurata perquisizione fatta con successo, ma il SAPPE rinnova la richiesta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani”.

Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE

“Il rinvenimento è avvenuto – spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE – grazie all’attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all’utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo”.

Capece fa riferimento ad una comunicazione ministeriale dello scorso maggio con cui si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Bollate. Perche?” Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Bollate rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.