Tentata truffa ai danni del consigliere il pm chiede 4 mesi

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna degli imputati a 4 mesi

Tentata truffa ai danni del consigliere il pm chiede 4 mesi
31 Ottobre 2017 ore 16:13

Marito e moglie a processo per tentata truffa

Avrebbero cercato di truffare il consigliere Caterina Viani

Avrebbero messo in atto un tentativo di truffa ai danni del consigliere comunale di Verderio, Caterina Viani. Così i coniugi Giuseppe Candido e Maria Teresa Carbone sono finiti alla sbarra in tribunale a Lecco davanti al giudice monocratico Nora Lisa Passoni. Questa mattina a Palazzo di giustizia il pm, Mattia Mascaro ha chiesto una condanna a quattro mesi e il pagamento di una multa di 800 euro per i due coniugi.

I fatti contestati

I fatti contestati ai due coniugi risalgono al giugno del 2013. Caterina Viani è proprietaria di una strada dove c’è comunque una servitù di passaggio. Nel mese di giugno aveva ricevuto una lettera – inviata al suo legale Marcello Perillo – che diceva che a causa di una buca non coperta la figlia dei due imputati era caduta con la bicicletta e si era fatta male. Aveva raccontato la Viani al giudice Passoni: “A giugno ho ricevuto una letta dal loro avvocato che si chiudeva con una richiesta di risarcimento danni”. Preoccupato il consigliere ne aveva parlato con il vicino,  comproprietario della stessa strada.

La scoperta della presunta truffa

”Il vicino mi ha detto che Candido qualche giorno prima si trovava fuori dall’oratorio  con la figlia, visibilmente claudicante, e che la aiutava a raggiungere l’auto. A quel punto ho cercato qualche informazione e  gli animatori mi hanno detto che la ragazza si era infortunata proprio in oratorio rimediando una distorsione al piede”. Di qui la denuncia del consigliere comunale per tentata truffa. ”Mi sono sentita offesa ed indignata per quel preteso risarcimento”.

La richiesta delle parti

Questa mattina il pm ha chiesto una condanna degli imputati a quattro mesi e il pagamento di una multa di 800 euro. La parte civile invece ha chiesto la condanna e una provvisionale di duemila euro. Infine la difesa ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Al termine il processo è stato rinviato al 22 novembre per repliche e sentenza.

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