Telefono Donna Lecco, l’anno scorso 131 richieste d’aiuto

Quindici le volontarie che operano per la onlus che ha sede a Castello

Telefono Donna Lecco,  l’anno scorso 131 richieste d’aiuto
Lecco e dintorni, 26 Gennaio 2018 ore 13:02

Telefono Donna Lecco hanno teso la mano a ben 131  donne l’anno scorso. Tante coloro che si sono rivolte al servizio gestito dalle quindici volontarie attive nella sezione della onlus in via Solferino, nel rione Castello di Lecco.

Chi si rivolge a telefono Donna

Controllo soffocante su ogni attività, scenate di gelosia che si ripetono continuamente mentre ogni cosa – anche un’innocua uscita per la spesa, una telefonata – diventa una possibile miccia di innesco, violenze verbali che spesso prima o poi degenerano in fisiche, limitazioni della libertà che rendono la vita invivibile. Sono in genere questi i motivi che spingono una donna a rivolgersi a Telefono Donna Lecco.  Le volontarie sono formate per relazionarsi  con efficacia e appropriatezza con persone in difficoltà e per far fronte alle più disparate necessità.

I numeri di chi chiede aiuto

Nell’arco del 2017 sono state 131 le richieste di aiuto, 31 quelle lanciate da donne straniere, delle quali nove sposate con italiani, mentre tra le cento italiane sono sei quelle risultate sposate con stranieri.

La classe d’età più rappresentata è quella centrale, dai 38 ai 47 anni (35,1%), seguita da quella delle donne più giovani tra i 28 e i 37 anni (22,9%) e dalle più mature tra i 48 e i 57 anni (19,8%). Ma non sono poche anche le ragazze (18-27 anni, pari al 16%) che si sono rivolte a Telefono Donna Lecco, mentre i numeri calano drasticamente per le più anziane.

Da segnalare che ben il 34% ha un livello di istruzione media superiore. Che il 32% è in possesso di diploma di media inferiore, mentre le laureate rappresentano il 14,5% del totale. Sono madri in larghissima maggioranza, il 72,5%. Senza lavoro il 36,6%.
Il 22% di loro è finita al Pronto Soccorso per lesioni prima di rivolgersi al servizio.

Garantito l’anonimato

“Ci chiamano e vengono da noi quando davvero la situazione si è fatta insostenibile”  racconta la presidente di Telefono Donna, Lella Vitali. “Le rassicura anche il fatto che garantiamo loro l’anonimato. Devono davvero non poterne più per cercare una via d’uscita o a volte anche solo uno sfogo. Perché colpisce quanto resistano fino all’inverosimile in nome della salvaguardia della famiglia. Quasi sempre ci troviamo davanti a donne psicologicamente provate o addirittura distrutte. E che comunque cercano di riprendere in mano il bandolo della propria vita. Non sempre l’esito è un successo, non tutte infatti se la sentono di andare fino in fondo, di denunciare il marito o compagno”.

Sostegno psicologico e legale

Il percorso che viene proposto a seconda dei casi è il sostegno psicologico (quattro le psicologhe a disposizione) o la consulenza legale (quattro le avvocate), grazie anche al finanziamento regionale ai centri antiviolenza. Un progetto di cui è capofila il Comune di Lecco. Alla sede di telefono Donna si organizzano anche sedute di auto mutuo aiuto molto efficaci perché nel confronto e nella condizione le donne trovano conforto e la certezza di non essere sole ad affrontare i problemi.Uscire dall’isolamento e dalla solitudine è infatti un primo passo importante.

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