Teledialisi a domicilio, il Manzoni primo in Italia con un progetto all’avanguardia FOTO

L'Asst Lecco la effettua dal 30 gennaio con postazioni periferiche di diagnosi in remoto nei Cal di Merate, Oggiono e Bellano.

Teledialisi a domicilio, il Manzoni primo in Italia con un progetto all’avanguardia FOTO
Lecco e dintorni, 13 Febbraio 2020 ore 19:56

Il futuro per i pazienti in dialisi è la Teledialisi a domicilio.  E’ attivo dal 30 gennaio nell’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’Asst di Lecco un progetto altamente innovativo, “Non lasciamoli soli”, che ha l’obiettivo di rendere più agevole e facile la comunicazione tra i medici nefrologi e i pazienti dializzati in carico nei centri di assistenza limitata (Cal) di Bellano, Merate e Oggiono e quelli che usufruiscono del trattamento a domicilio.

Teledialisi un progetto innovativo

Grazie alla teledialisi il signor Emilio Perego di Valmadrera, paziente ottantenne con insufficienza renale in cura alla Nefrologia dell’ospedale Manzoni, ha vinto la sua avversione alla terapia. Alla dialisi, prima, doveva sottoporsi tre volte alla settimana, quattro/cinque ore ogni volta. Da quando al trattamento può sottoporsi tra le mura di casa sua e, soprattutto, può farlo da sé, senza scomodare il figlio che lavora ed ha la propria vita da un’altra parte, sembra che Emilio ci abbia quasi preso gusto. Quella mezzoretta al giorno nella quale – grazie al tecnologico «totem» che gli hanno installato in casa – si collega in audiovideo con la centrale operativa del Manzoni e – monitorato da clinici nefrologi – si autosomministra la terapia dialitica, è diventato per lui un momento social.

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Dalla centrale operativa del Manzoni le infermiere e i medici lo tengono costantemente d’occhio, zoomando su ogni suo gesto. Nel dubbio Emilio chiede, si confronta, come se il medico fosse lì con lui. Grazie alla telecamera è possibile vedere il colore dei liquidi e da questo diagnosticare eventualmente la necessità di un controllo clinico da eseguire in ospedale, subito convocando il paziente.

La donazione di Rotary, Aned e altre istituzioni

Tutto questo è possibile grazie a «Non lasciamoli soli», la pionieristica iniziativa di telemedicina attiva dal 30 gennaio scorso nell’Unità operativa complessa di Nefrologia e Dialisi del Asst di Lecco. Il progetto si è reso possibile grazie ai generosi contributi del Rotary Club Lecco (che ha direttamente impegnato anche competenze tecnologiche dei suoi soci), della Fondazione Comunitaria del Lecchese, della Fondazione Fratelli Frassoni e dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto).

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Attraverso una donazione di 42mila euro questi sponsor hanno dotato il reparto diretto dal dottor Vincenzo La Milia di un sistema di teledialisi – Tesi e ViSuS – fornito da Baxter Spa, composto da una stazione centrale di controllo e da tre stazioni remote che, in ciascuno dei Cal (Centri di assistenza limitata) del territorio (a Bellano, Merate e Oggiono), permettono ai pazienti in dialisi di interfacciarsi direttamente con i nefrologi del Manzoni.

Sistema flessibile: teledialisi anche a domicilio

Il sistema è flessibile: permette il facile trasferimento delle postazioni periferiche nelle abitazioni dei pazienti che iniziano in autogestione, al proprio domicilio, il trattamento dialitico peritoneale. Come appunto nel caso del signor Perego di Valmadrera: il collegamento con i clinici ospedalieri lo ha aiutato a superare le inevitabili incertezze e ansie sulla gestione del trattamento in autonomia.

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La teledialisi a domicilio potrà essere un servizio soltanto temporaneo e di supporto per il paziente e il suo caregiver, a completamento dell’addestramento che verrà svolto presso il Centro Dialisi di riferimento prima del suo invio presso l’abitazione; un servizio permanente nei casi in cui i pazienti risultino particolarmente fragili e con barriere psico-ostative al loro trattamento.

Servizio d’avanguardia unico in Italia

«La nostra è l’unica struttura in tutta Italia a garantire questo servizio di avanguardia ai pazienti in carico presso i Cal territoriali con estensione domiciliare, a casa dei pazienti» ha detto con orgoglio il Direttore generale dell’Asst Paolo Favini, presentando giovedì scorso alla stampa la novità. Con lui anche Paolo Vanini, presidente del Rotary Lecco (il club aveva avviato il progetto due anni fa con il past Paolo Tricomi) e Antonia Sala di Aned che si è occupata di «Non lasciamoli soli» fin dai primi passi.

Il futuro è della telemedicina

«Siamo sicuri che il futuro della teledialisi sia quello di estendersi sempre di più e come associazione di pazienti questo non può che darci speranza per un miglioramento della qualità di vita» ha fatto sapere Giuseppe Vanacore presidente di Aned.

«Per il progressivo invecchiamento della popolazione, compresa quella dialitica, e per l’aumento delle patologie multiple di cui sono affetti i pazienti dializzati – ha detto il dottor La Milia – è necessario un approccio medico infermieristico sempre più complesso e spesso più frequente. Mentre queste valutazioni cliniche e di laboratorio sono facilmente effettuabili nei pazienti in trattamento in ospedale, risultano meno frequenti per quelli che si appoggiano ai Cal o ricevono il trattamento a domicilio, dove non è presente costantemente il medico. Il servizio di teledialisi, con la sua evoluta tecnologia, consente di superare questo ostacolo, a beneficio del paziente ma anche dei suoi famigliari».

La Nefrologia del Manzoni

L’unità di Nefrologia e Dialisi dell’Asst di Lecco, diretta dal dottor Vincenzo La Milia dallo scorso aprile 2019, conta 25 letti di degenza, un Day Hospital, ambulatori specialistici e un centro dialisi interno all’ospedale Manzoni (con 32 postazioni nelle sale di emodialisi), ma anche tre centri dialisi ad assistenza limitata (Cal) distribuiti sul territorio a Bellano, Merate e Oggiono.

Fanno parte della unità, oltre al direttore, 13 medici specialisti, 4 coordinatrici e circa 80 fra infermieri professionali e personale ausiliario.

Nel reparto di degenza vengono trattate le patologie acute nefrologiche e le complicanze acute dei pazienti cronici nefropatici. Il reparto effettua in piena autonomia attività chirurgica. vengono trattate patologie rare che necessitano di farmaci innovativi, quali l’Eculizimab e il Rituximab.

Nel 2019 30mila trattamenti dialitici

L’attività ambulatoriale, oltre a quella dialitica, viene erogata grazie all’assistenza di Ambulatori di 1° e 2° livello che coprono l’ampia gamma delle patologie nefrologiche nei vari stadi della malattia. Nel 2019 l’attività della struttura è stata di 700 ricoveri e 86mila prestazioni ambulatoriali, di cui circa 30mila trattamenti dialitici. Attualmente vengono trattati oltre 250 pazienti in dialisi: circa 120 presso il centro dell’ospedale e i restanti 130 nei tre Cal o a domicilio.

La Nefrologia e Dialisi dell’Asst di Lecco fa parte della rete delle Malattie rare ed ha fatto richiesta di entrare nella Rete Europea viste le numerose patologie trattate.

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